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Percorso-Accesso-Transito

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 novembre 2005, n. 62/R
Art. 3  Definizioni

P01 - SCALE FISSE (inclinazione minore 75°)

SCALE FISSE inclinazione < 75°

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R, Artt. 3, 8

 Dispositivo Esterno e Interno Fisso

 

Descrizione:

Sono percorsi che servono a raggiungere il punto di accesso alla copertura, costituiti da scale a sviluppo rettilineo dotate di gradini.

Caratteristiche:

Si tratta di percorsi verticali interni o esterni, costituiti da scale fisse, come sopra descritte, a cui la normativa regionale da priorità.
Devono avere dimensioni tali da consentire il passaggio dell’operatore e degli utensili da trasportare in condizione di sicurezza, con una larghezza non inferiore a 0.60 m per il solo transito dell’operatore (art. 8 DPGR 75/R).
Se interni all’edificio devono essere illuminati (almeno 20 lux).

Impiego

E’ la soluzione di percorso verticale utilizzata quando si prevedono interventi di manutenzione in copertura molto frequenti (per es. a causa della presenza di impianti tecnologici) ed è quindi la maniera migliore per raggiungere in modo protetto l’accesso in copertura senza l’utilizzo di sistemi di arresto caduta.

Specificità:

E’ il percorso protetto verticale a cui dovrebbe essere data la priorità se il progetto non ha vincoli di tipo costruttivo ed architettonico.
In alternativa, il progettista deve debitamente giustificare nella relazione dell’elaborato tecnico della copertura l’impossibilità di adottare tale tipo di percorso a causa dei vincoli suddetti.

Criticità:

Nessuna

Alternative:

  1. Apprestamenti (ponteggi, trabattelli)
  2. Piattaforme elevabili
  3. Scale a pioli provvisorie o fisse con inclinazione > 75°

Ispezioni:

Verifica delle dimensioni libere di passaggio in modo da  consentire il passaggio di persone ed eventuali utensili da lavoro.
La larghezza di passaggio non deve risultare  minore di 60 cm se non per un breve tratto comunque segnalato.
Le rampe delimitate da due pareti devono essere dotate di almeno un corrimano.
Verifica dell’assenza di ostacoli fissi in prossimità del percorso.
Verifica che tutti gli ostacoli che fissi che non possono essere rimossi lungo il percorso siano chiaramente segnalati e protetti in modo da non costituire pericolo.
Se la scala è posta internamente all’edificio verificare che l’illuminazione sia adeguata (almeno 20 lux).

Sistemi e procedure complementari:

Deve essere previsto un dimensionamento in relazione ai carichi di esercizio, tenendo conto dei materiali e degli utensili da trasportare.
Se previsto il passaggio con utensili ed attrezzature e materiali dovrebbe essere garantita una larghezza di almeno 1,20 m (per deduzione dall’art. 130 Dlgs n° 81/2008).

Norme di riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

  • Titolo IV, Capo II, sez. II, art. 113 comma 2 (scale) ed allegato IV

 


LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

 

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Artt. 3-8

 

A05 - ACCESSO INTERNO SU PARETE INCLINATA

ACCESSO INTERNO SU PARETE INCLINATA

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R
Art.9

Dispositivo Interno Fisso

 

Descrizione:

Apertura che permette, alla fine del percorso interno, l’uscita agevole dell’operatore in copertura con utensili da lavoro e materiali.

Caratteristiche:

Le dimensioni minime sono: larghezza minima del lato minore di 70 cm con un minimo di 0,50 mq.
I serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti a cui sia possibile rimanere impigliati nel passaggio ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro.
Il miglior posizionamento dell’accesso interno dovrebbe garantire la possibilità di collocare il primo punto di ancoraggio esterno ad una distanza tale da permettere l’aggancio in sicurezza dall’interno.
E’ necessario che i percorsi verticali siano prioritariamente realizzati con scale fisse a gradini a sviluppo rettilineo; in presenza di vincoli costruttivi possono essere utilizzate scale fisse, scale retrattili, scale portatili.

Impiego:

Accesso in sicurezza dei lavori in copertura.

Specificità:

In prossimità dell’accesso deve sempre trovarsi un ancoraggio (fisso UNI 11578/UNI EN 517 , UNI EN  795, tipo A se rimovibile ) in modo da consentire all’operatore di trovarsi ancorato ancor prima di uscire completamente sulla copertura.

Dal punto di accesso si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di avvivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).

Criticità:

L’uscita dell’operatore deve avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quanto l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale

Alternative:

Accesso alla copertura esterno e permanente.

Ispezioni:

Le condizioni del gancio in prossimità dell’uscita deve essere verificato secondo il programma delle manutenzione che fa parte dell’elaborato tecnico della copertura.

Sistemi e procedure complementari:

  • Verifica delle condizioni meteorologiche ed ambientali.
  • Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita in copertura.

Norme di riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

  • Allegato  IV (requisiti dei luoghi di lavoro)

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Art.9

 

 

A04 - ACCESSO INTERNO SU PARETE VERTICALE

ACCESSO INTERNO SU PARETE VERTICALE

D.P.R.G. Toscana 75/R 13, 

 Dispositivo Interno Permanente

 

Descrizione:

Apertura che permette, alla fine del percorso interno, l’uscita agevole dell’operatore in copertura con utensili da lavoro e materiali.

Caratteristiche:

Le dimensioni minime sono: larghezza di 70 cm e altezza 120 cm.
I serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti a cui sia possibile rimanere impigliati nel passaggio ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro.
Il miglior posizionamento dell’accesso interno dovrebbe garantire la possibilità di collocare il primo punto di ancoraggio esterno ad una distanza tale da permettere l’aggancio in sicurezza dall’interno.

Impiego:

Accesso in sicurezza dei lavori in copertura.

Specificità:

In prossimità dell’accesso deve sempre trovarsi un ancoraggio (fisso UNI 11578/UNI EN 517 , UNI EN  795, tipo A se rimovibile ) in modo da consentire all’operatore di trovarsi ancorato ancor prima di uscire completamente sulla copertura.

Dal punto di accesso si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di avvivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).

Criticità:

L’uscita dell’operatore deve avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quanto l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale

Alternative:

Accesso alla copertura esterno e permanente.

Ispezioni:

Le condizioni del gancio in prossimità dell’uscita deve essere verificato secondo il programma delle manutenzioni che fa parte dell’elaborato tecnico della copertura.

Sistemi e procedure complementari:

  • Verifica delle condizioni meteorologiche ed ambientali
  • Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita in copertura

Norme di riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

  • Allegato  IV (requisiti dei luoghi di lavoro)

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana 75/R 2013 ,

 

A03 - ACCESSI ESTERNI: CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO

ACCESSI ESTERNI: CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R, 
Art.9

Dispositivo Esterno  Fisso

 

Descrizione:

E’ identificabile come la porzione di piano di una copertura, anche inclinata, dove sbarca l’operatore mediante un percorso di accesso esterno.

Caratteristiche:

In mancanza di sistemi fissi di accesso alla copertura, deve essere previsto almeno un luogo di sbarco adeguatamente protetto ed inequivocabilmente raggiungibile con mezzi mobili (UNI 8088).

Impiego:

Accesso e/o transito in copertura.

Specificità:

In assenza di parapetti dal punto di sbarco si devono trovare poi ancoraggi in modo da consentire all’operatore di arrivare al sistema principale di ancoraggio (linea o palo).

Criticità:

Il punto di sbarco dell’operatore deve essere progettato affinché le operazioni dell’operatore possano avvenire agevolmente senza compiere manovre di aggancio/sgancio poco agevoli e non ergonomiche, soprattutto quando l’operatore debba anche recare con sé la cassetta degli attrezzi o un dispositivo anticaduta retrattile da collegare alla linea anticaduta orizzontale.

Alternative:

Ponteggio,

Sistemi e procedure complementari:

Verifica delle condizioni metereologiche ed ambientali: vento forte (in particolare vento a raffica), gelo, pioggia forte, per l’utilizzo.
Verifica delle condizioni di ancoraggio in prossimità dell’uscita dal punto di sbarco.

Norme di riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

  • Allegato IV

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Art.9

 

Sottocategorie

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

g) per transito ed esecuzione di lavori sulla copertura, la possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza sulla porzione di copertura oggetto dell’intervento, atta a garantire la raggiungibilità di tutte le sue componenti a fini manutentivi; 

Art. 7
Criteri generali di progettazione

3. Il transito e l’esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione sulle coperture devono essere garantiti attraverso elementi protettivi di tipo fisso o permanente..

Art. 10
Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture 

  1. Al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza durante il transito e la sosta sulla copertura, a partire dal punto di accesso, devono essere previsti elementi fissi di protezione ed elementi che favoriscono l’utilizzo di dispositivi di sicurezza nonché la posa in opera di eventuali ulteriori dispositivi.
  2.  Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta in sicurezza per interventi impiantistici o di manutenzione mediante elementi protettivi quali:
    a) parapetti;
    b) linee di ancoraggio;
    c) dispositivi di ancoraggio;
    d) ganci di sicurezza da tetto;
    e) reti di sicurezza anticaduta;
    f) impalcati;
    g) passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali;
    h) scalini posapiede;
    i) piani di camminamento.
  3. Nella scelta degli elementi protettivi di cui al comma 2 deve essere considerata la frequenza degli interventi di manutenzione previsti, privilegiando i sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli individuali.
  4. L’impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile interessato dall'intervento.
  5.  Laddove le caratteristiche della copertura lo consentano, in attuazione dei principi generali di tutela di cui all’art. 15 del D.Lgs 81/08 e della necessità di eseguire eventuali operazioni di salvataggio, assistenza e recupero in caso di caduta, la scelta dei dispositivi di ancoraggio deve essere rivolta verso quelle tipologie di dispositivi che consentono l’utilizzo contemporaneo da parte di più persone.

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

f) per accesso alla copertura, il punto, raggiungibile mediante un percorso, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura; 

Art. 7
Criteri generali di progettazione

2. (omissis) gli accessi devono essere di tipo fisso.

Art. 9
Accessi alla copertura

  1. La copertura deve essere dotata almeno di un accesso, interno od esterno, in grado di garantire il passaggio ed il trasferimento di un operatore e di materiali ed utensili in condizioni di sicurezza.
    1. Un accesso interno deve possedere le seguenti caratteristiche:
      a) ove sia costituito da una apertura verticale, la stessa deve avere una larghezza libera minima di 0,70 metri ed un’altezza libera minima di 1,20 metri. Limitatamente agli interventi da eseguirsi su edifici esistenti, qualora per dimostrati impedimenti di natura tecnica ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile non sia possibile garantire il rispetto delle dimensioni minime prescritte e vi siano altresì dimostrati impedimenti alla realizzazione di un accesso esterno conforme alle disposizioni di cui al presente regolamento, sono ammesse aperture di dimensioni inferiori, nel rispetto dei limiti dimensionali di cui alla lettera b) e tali comunque da garantire il passaggio di persone e materiali;

      b) ove sia costituito da una apertura orizzontale od inclinata, la stessa deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, l’apertura deve avere una superficie libera di passaggio non inferiore a 0,50 metri quadrati, con lato inferiore di larghezza minima di 0,70 metri;

      c) i serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro;

      d) l’accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell’anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite; il sistema di connessione dell’anta allo stipite deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell’anta in posizione di apertura; l’anta deve inoltre essere provvista di meccanismo tale da evitare l’investimento improvviso ed incontrollato del soggetto che la apre.

  2.  Un accesso esterno deve essere inequivocabilmente riconoscibile per il raggiungimento di sistemi di accesso fissi, permanenti o mobili. Nelle coperture piane, esso deve essere adeguatamente protetto da parapetti con cancelletto apribile verso l’interno. Nelle coperture inclinate, esso deve essere dotato di un ancoraggio facilmente raggiungibile al quale l’operatore, prima di accedere alla copertura, possa agganciare il dispositivo di protezione individuale e collegarsi ad un sistema di ancoraggio presente sul tetto.

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

e) per percorso di accesso alla copertura, il tragitto che un operatore deve compiere internamente od esternamente al fabbricato per raggiungere il punto di accesso alla copertura;

Art. 7
Criteri generali di progettazione

2. I percorsi devono essere di tipo fisso o permanente (omissis).

Art. 8
Percorsi di accesso alla copertura

  1.  I percorsi di accesso alla copertura possono essere interni o esterni. La loro configurazione deve consentire il passaggio degli operatori, dei loro utensili da lavoro e dei materiali in condizioni di sicurezza.
  2. Lungo l’intero sviluppo dei percorsi è necessaria l’adozione delle seguenti misure:
    a) gli ostacoli fissi, che per ragioni tecniche non possono essere eliminati, devono essere chiaramente segnalati e, se del caso, protetti in modo da non costituire pericolo;
    b) ove sia prevedibile un utilizzo del percorso in condizioni di scarsa o assente illuminazione naturale, deve essere garantito un illuminamento conforme alla norma UNI EN 12464-1 e UNI EN 12464-2. I corpi illuminanti devono essere installati in modo da prevenire i rischio d’urto;
    c) deve essere previsto un dimensionamento in relazione ai carichi di esercizio, tenendo conto dei prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare, con una larghezza non inferiore a 0,60 metri per il solo transito dell’operatore;
    d) deve essere garantita un’altezza libera superiore a 1,80 metri rispetto al piano di calpestio. In presenza di vincoli costruttivi non eliminabili, tale altezza può essere ridotta limitatamente ad un unico e breve tratto;
    e) i percorsi orizzontali o inclinati devono essere protetti contro il rischio di caduta nei lati prospicienti il vuoto o esposti verso superfici sfondabili;
    f) i percorsi verticali devono essere realizzati tramite le seguenti strutture:
                                                    1) scale per il trasferimento in quota opportunamente vincolate alla zona di sbarco;
                                                    2) apparecchi di sollevamento certificati anche per il trasferimento di persone in quota;
                                                    3) ponteggi;
    g) i percorsi verticali costituiti da scale fisse devono essere predisposti secondo il seguente ordine di priorità:
                                                    1) scale fisse a gradini a rampe con sviluppo rettilineo;
                                                    2) scale retrattili fisse a gradino;
                                                    3) scale fisse a chiocciola;
                                                    4) scale fisse a pioli con inclinazione minore o uguale a 75°;
                                                    5) scale fisse a pioli con inclinazione superiore a 75°.
  3. Per particolari e documentate esigenze di natura tecnica, ovvero al fine di garantire il rispetto di eventuali norme di tutela riguardanti l’immobile, è ammesso il ricorso ad apposite scale portatili, costituenti dotazione permanente dell’edificio, solidamente vincolabili alla zona di sbarco e di altezza tale da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, salvo che altri dispositivi garantiscano una presa sicura all’operatore. In tali casi nell’elaborato tecnico della copertura è indicato il vano dell’edificio nel quale dette scale portatili sono custodite.
  4. Nei casi in cui sussistano dimostrati impedimenti alla realizzazione di percorsi fissi o permanenti, ovvero laddove la realizzazione dei medesimi risulti in contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile, devono essere individuati spazi in grado di ospitare le soluzioni provvisorie prescelte.
  5. Per il raggiungimento di accessi interni ed esterni comportante il superamento di un dislivello inferiore a 2 metri è ammissibile il ricorso ad idonee soluzioni temporanee.
  6. I percorsi verticali con esclusiva funzione di accesso alla copertura devono essere muniti di sbarramento che ne impedisca l’utilizzo ai soggetti non autorizzati.