Main menu

Percorso-Accesso-Transito

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 novembre 2005, n. 62/R
Art. 3  Definizioni

P04 - SCALE PORTATILI

SCALE PORTATILI

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R, Artt. 3, 8

Dispositivo Esterno e Interno Permanente se in dotazione

 

   
 Scala Semplice  Scala Sfilabile  Scala Sfilabile ad Argano

 

Descrizione:

Le scale portatili sono dispositivi dotate di pioli o gradini sui quali una persona può salire, scendere, sostare per brevi periodi ed in grado di consentire ad un operatore di raggiungere posti di lavoro in quota consentendo anche lo sbarco.
Le scale da appoggio, diversamente da quelle "doppie", se correttamente utilizzate possono essere impiegate come percorso di accesso in quota.
Ai sensi del DPGR 75R/2013 possono essere concepite come percorsi di accesso permanente o meno a seconda se siano lasciate in dotazione all'immobile.
Quando utilizzate negli ambienti di lavoro sono attrezzature di lavoro e devono essere conformi al D.Lgs 81/08 e pertanto marcate secondo tale Dlgs.

Caratteristiche:

le scale a mano possono essere a pioli o a gradini (piani)  e vengono classificate dalla norma UNI EN 131  “per tipologia” in base alla configurazione geometrica e agli elementi costituenti.

le scale portatili istallate a mano.
Possono essere di diverso tipo:
•    Scale semplice d’appoggio ad un solo tronco
•    Scale d’appoggio a più tronchi innestabili
•    Scale  d’appoggio a sfilo con più tronchi, sviluppabili a mano o a fune

Quando utilizzate come accesso in quota "devono essere tali da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi garantiscono una presa sicura"

Marcatura:

Le scale portatili per essere utilizzate come attrezzature di lavoro devono essere marcate secondo il D.Lgs 81/08 o la UNI EN 131 e, in questo caso, deve anche soddisfare le condizioni riportate dall'allegato XX del D.Lgs 81/08.


Marcatura secondo il D.Lgs 81/08
La marcatura deve riportare i riferimenti al D.Lgs 81/08.

Marcatura secondo la UNI EN 131
La marcatura deve riportare le seguenti indicazioni:
- numero della norma: UNI EN 131;
- nome e indirizzo del fabbricante/distributore;
- tipologia (descrizione, numero e lunghezza dei componenti, lunghezza massima della scala durante l’uso);
- mese e anno di produzione e/o numero di serie;
- indicazione dell’inclinazione per le scale dove questo non sia ovvio a causa della loro struttura o forma;
- carico massimo totale portata (kg);
- che la scala deve essere utilizzata da una sola persona alla volta;
- peso della scala (kg);
- isolamento (se presente).

 Per essere utilizzate negli ambienti di lavoro la marcatura secondo la UNI EN 131 non è sufficiente a meno che non ne sia dichiarata anche l'osservanza all'allegato XX del D.Lgs 81/08

Impiego:

Soluzione di percorso verticale utilizzata quando il progetto presenta vincoli costruttivi ed architettonici tali da non poter realizzare un percorso alternativo di tipo permanente per raggiungere l’accesso in copertura.

la lunghezza della scala in opera non deve superare i 15 metri e possono essere utilizzate come accesso in quota conformemente alle indicazioni riportate nel Dlgs 81/08.

Specificità:

Percorso verticale di tipo provvisorio a cui non deve essere data la priorità 〈art. 8, comma 3, lett. b) DPGR 75/R.〉 
Nel caso dell’utilizzo di un percorso di tale tipo, non permanente, deve essere individuata posizione e spazio in grado di ospitare tale soluzione e deve essere previsto un idoneo sistema di ancoraggio della scala all’edificio.

Criticità:

Rischi di ribaltamento, sbandamento, slittamento, oscillazioni se la scala non è opportunamente vincolata alla zona di sbarco.

Per l'accesso in copertura è opportuno ricordare che sono consentite in Toscana solo " scale per il trasferimento in quota opportunamente vincolate alla zona di sbarco".
In commercio esistono varie soluzioni in grado di garantire alle scale portatili di essere vincolate alla zona di sbarco quali ganci da fissare alla soletta del solaio.
Esistono inoltre soluzioni in grado di proteggere la caduta lungo la salita e la discesa su una scala adattabili a scale portatile.

Alternative:

  1. Apprestamenti di cui All. XV D.Lgs 81/2008
  2. Piattaforme elevabili

Ispezioni:

Verificare la presenza della certificazione di conformità .
Verificare se la scala è correttamente vincolata alla zona di sbarco mediante ganci di trattenuta.
I montanti della scala devono sporgere devono sporgere a sufficienza (1 m) oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi non garantiscono una presa sicura.
Verificare la presenza di un dispositivo rompitratta per scale a pioli di altezza superiore a 8 m, per ridurre la freccia di inflessione.
Verificare che le scale portatili poggino su un supporto stabile e resistente

Sistemi e procedure complementari:

Durante l’utilizzo della scala una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza.
trattandosi di una attrezzatura di lavoro gli addetti al loro uso sono soggetti all'obbligo formativo dovuto al corretto utilizzo dell'attrezzatura secondo le indicazioni normative e secondo le istruzioni del fabbricante.
Non esistono infatti percorsi formativi codificati per gli addetti all'uso di queste scale  ma essendo a pieno titolo "attrezzature di lavoro" così come definite dall'Art. 69 del D.Lgs. 81/08 rispondono ai dettami formativi generici richiamati dall'art. 71 del D.Lgs 81/08.ed è pertanto necessario formare adeguatamente il lavoratore incaricato, curandone anche la fase dell'addestramento.

Per quanto concerne il ricorso a sistemi anticaduta applicati alle scale portatili da appoggio con funzioni di accesso in quota si tratta di soluzioni certamente rivolte ad ottenere una maggior sicurezza dell'operatore che non sono attualmente normate specificamente dalla norma nazionale lasciando a chi debba redigere una valutazione del rischio nel contesto specifico la presenza o meno di queste soluzioni.

Esistono varie tecniche e dispositivi che consentono una maggior sicurezza nell'uso delle scale in abbinamento ai DPI anticaduta (vedi immagini).
E'nella valutazione del rischio e nella formazione impartita al lavoratore che possono essere individuate le opportune misure di sicurezza aggiuntive. 

Norme di riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

  • Titolo IV, Capo II, sez. II, art. 113  (SCALE)
  • allegato V   (REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO)
  • allegato XX (COSTRUZIONE E IMPIEGO DI SCALE PORTATILI)

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Artt. 3-8

UNI EN 131 Scale

 

T05 -TRANSITO IN COPERTURA CON LINEE DI ANCORAGGIO FLESSIBILI ORIZZONTALI TEMPORANEE UNI ENI 795 TIPO B

TRANSITO IN COPERTURA CON LINEA ORIZZONTALE FLESSIBILE TEMPORANEA UNI EN 795 tipo B

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R

 Dispositivo Esterno Temporaneo

 

Descrizione:

Per la loro caratteristica di temporaneità e rimovibilità sono veri e propri dispositivi di protezione individuale 
Sono dispositivi provvisori portatili, equiparati a dispositivi di protezione individuale,  costituiti essenzialmente da una fettuccia  e da anelli  da agganciare alle strutture portanti esistenti per la sola durata dell’intervento , aventi lo scopo  di garantire il transito in coperture in tutti quei casi in cui non sia disponibile una linea di ancoraggio permanente.

Caratteristiche:

Sono generalmente costituite da una fettuccia asolata alle due estremità lunga circa 20m.(dipende dal produttore), da due moschettoni e da un cricchetto che serve a tendere la corda e a cui è l'operatore, dotato di imbracatura, può collegarsi con un dispositivo di collegamento.
Il dispositivo, marcato CE, deve essere dotato di un manuale d'uso dove sono sempre riportate le condizioni che il produttore ammette per l'uso in sicurezza del dispositivo, definendo i requisiti minimi di fissaggio, la tensione, il numero massimo di utilizzatori contemporanei, l'altezza minima necessaria, le tensioni massime ammissibili alle estremità e il tirante d'aria minimo.
vedi anche DPI 04 - LINEA FLESSIBILE TEMPORANEA UNI EN 795 TIPO B

Impiego:

Possono essere installate su coperture piane o inclinate di particolare morfologia, nelle quali risulti disponibile un adeguato elemento strutturale portante a cui fissare in modo temporaneo il dispositivo di ancoraggio. La scelta della tipologia più indicata, dipende dalla natura della manutenzione da svolgere e dalle strutture che dovranno ospitare l’ancoraggio.
Sono utilizzati prevalentemente per brevissime attività di verifica e controllo localizzate in punti ben definiti della copertura.

Il transito su coperture, effettuato con l’ausilio di questi dispositivi presuppone la presenza di elementi strutturali tali da soddisfare le caratteristiche di resistenza previste dal manuale di istruzioni fornita dal fabbricante.

Difficilmente possono essere utilizzate in coperture inclinate, vista la difficoltà di garantire la sicurezza dell'operatore da possibili cadute mentre individua i punti di ancoraggio e istalla la linea.
Possono però essere utilizzate in coperture piane laddove sia possibile accedere da un accesso sicuro e dove sia possibile individuare ancoraggi strutturali (es., pilastri di altane ecc..) senza esporre l'operatore al rischio caduta. 

Questi dispositivi, in generale, per garantire un valido presidio anticaduta, devono essere collocati ad un’altezza tale da  evitare il contatto con il terreno in caso di caduta accidentale e in posizione quanto più in verticale possibile rispetto al posto di lavoro.

Possono essere utilizzati su superfici piane  in abbinamento ai dispositivi UNI EN tipo E (a corpo morto) se quest'ultimi sono predisposti dal produttore a tale uso.

Specificità:

Per la sua caratteristica di temporaneità, non prevede alcun impatto visivo ne intervento invasivo sulle strutture.
Sistema semplice, modulabile in base alle esigenze.

Criticità:

Il suo montaggio e il suo uso può essere effettuato solo da parte di personale altamente specializzato, in grado di compiere tutte le misure necessarie in sicurezza per evitare una caduta.
La sua istallazione presuppone la presenza di adeguati elementi strutturali.
Presuppone la presenza di un accesso sicuro dove possa essere predisposto un ancoraggio 

Per dare la percezione della complessità di montaggio si forniscono alcune tipiche procedure di montaggio:

  1.  Attaccare con un connettore l'estremità fissa (1) all'ancoraggio strutturale d'estremità.
  2. Mettere il cricchetto (2) in posizione 3.
  3. Srotolare la fettuccia libera (3) e attaccare con un connettore l'estremità mobile (4)
  4. Recuperare la fettuccia libera (3) mettendola leggermente in tensione con solo una mano.
  5. Mettere il cricchetto in posizione 2 e tensionare la fettuccia per almeno due giri sull'asse (7). il tensionamento deve essere eseguito con una sola mano per evitare che sia eccessivo.
  6. Mettere il cricchetto in posizione 1.
  7. Riavvolgere la fettuccia libera (3)
  8. Se necessario tramite connettori installare la fettuccia nei punti di ancoraggio strutturali

Alternative:

  1. Sistemi provvisori di reti di sicurezza e/o parapetti
  2. Parapetti provvisori di protezione perimetrale, ai sensi del D. Lgs. 81/2008 dell’art.126

Ispezioni:

Si prevede la verifica periodica, da parte del proprietario, dello stato di conservazione del sistema, secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore.

Sistemi e procedure complementari:

Vedi Criteri progettuali TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA (CR003)

Norme di riferimento:

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81,

  • Titolo III, Capo II ( Uso dei Dispositivi di Protezione Individuale DPI)
  • Art. 111 (obblighi del Datore di Lavoro nell’uso delle Attrezzature per lavori in quota)

 

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

art. 141 comma 13

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Art 10

UNI EN 795 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio - Requisiti e prove
UNI EN 354 Cordini
UNI EN 362 Connettori
UNI EN 361 Imbracature

 

T06 -TRANSITO IN COPERTURA CON LINEE DI ANCORAGGIO FLESSIBILI ORIZZONTALI TIPO C

TRANSITO IN COPERTURA CON LINEE DI ANCORAGGIO FLESSIBILI ORIZZONTALI  TIPO C
UNI 11578 
UNI EN 795
CEN/TS 16415 

D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R, 
Art.10

 

 

 

LINEE DI ANCORAGGIO ORIZZONTALE, SU COPERTURE PIANE, INCLINATE E IN CORRISPONDENZA DI PARETI VERTICALI

Descrizione:

Esistono in commercio linee orizzontali conformi a norme UNI che hanno caratteristiche diverse e sistemi di fissaggio diversi.
Le Linee orizzontali UNI 11578 tipo C sono linee che sono certificate per essere ancorate in maniera fissa alle strutture e possono essere pluri-utente (la norma è italiana e si appoggia per le prove da sottoporre il dispositivo alla norma europea UNI EN 795)
Le Linee orizzontali UNI EN 795 tipo C sono linee  certificate per essere rimosse dalle strutture e sono monoutente

Qualora le linee UNI EN 795 tipo C rispondano anche alla norma tecnica CEN/TS 16415 possono essere utilizzate da più operatori contemporaneamente (pluri-utente) pur mantenendo il requisito di rimovibilità del sistema. 

 

Le linee anticaduta orizzontali flessibili sono generalmente costituite da una corda di fibra sintetica o fune metallica, fissata a due o più elementi di ancoraggio installati  ad una struttura (nel caso di UNI 795 con un sistema che ne consenta la rimozione, nel caso di UNI 11578 sono permanenti).

I dispositivi di ancoraggio in esame, sono costituito da:

  • Fune di ancoraggio flessibile (A)
  • Punto di ancoraggio mobile (B)
  • Ancoraggio strutturale di estremità (C)
  • Ancoraggio strutturale intermedio (D)  (se richiesto dalla lunghezza della linea di vita)
  • tenditore (E)
  • assorbitore di energia (F)

La linea di ancoraggio si definisce orizzontale quando devia dall'orizzonte per non più di 15°

 

 

La marcatura di un prodotto ai sensi della UNI EN 795 e della UNI 11578 deve essere conforme alla UNI EN 365.
Il prodotto deve essere marcato dal fabbricante in modo chiaro, indelebile e permanente nella lingua ufficiale del paese di destinazione. La marcatura deve comprendere almeno:

  • mezzo di identificazione, per esempio nome del fabbricante, nome del fornitore o marchio commerciale;
  •  lotto di produzione o numero di serie del fabbricante o altro mezzo di rintracciabilità;
  • modello e tipo/identificazione;
  • numero e anno del documento cui il prodotto è conforme;
  • pittogramma o altro metodo per indicare la necessità per gli utilizzatori di leggere le istruzioni per l’uso. 

Caratteristiche:

Costituito da due o più punti di ancoraggio collegati tra loro da un cavo messo in tensione; permette all'operatore di svolgere le attività di manutenzione in piena libertà.

Tutti i componenti del sistema di ancoraggio dovranno essere realizzati e saldamente assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normative (UNI EN 795, UNI 11578,CEN/TS 16415) ; dovranno essere costituiti da materiale resistente e indeformabile, in grado di mantenere i requisiti di resistenza nel tempo.

I bordi e gli angoli esposti degli elementi metallici, devono essere arrotondati  secondo uno smusso di 45 gradi.

La distanza tra i punti di ancoraggio di estremità e l’installazione di  eventuali ancoraggi intermedi sono definiti dalle note informative del fabbricante.

La linea di ancoraggio flessibile, se previsto dal fabbricante, potrà essere collegata agli ancoraggi di estremità mediante l’ausilio di tendicavo e dissipatore di energia, essi consentono, rispettivamente, la regolazione del grado di tensione sul cavo e l’assorbimento delle eventuali sollecitazioni trasferite sulla fune dalla caduta dell’operatore.

Solo le linee orizzontali anticaduta orizzontali  UNI 11578 possono essere utilizzate efficacemente per una istallazione permanente su coperture 

 

Impiego:

Dispositivo di ancoraggio, avente la funzione di consentire lo spostamento in sicurezza dell’operatore lungo tutta la superficie di copertura
Può essere installato, attraverso supporti adeguati alle caratteristiche dei diversi sistemi portanti, su coperture piane, inclinate, su pareti verticali e soffitti.
Se posizionato lontano dal punto di accesso, si deve  prevedere l’installazione di ancoraggi puntuali o linee guida supplementari  per l’ancoraggio dell’operatore lungo il percorso di collegamento dal punto di accesso alla linea vita (vedi “Accesso” – Schede

ACCESSI ESTERNI: CON PUNTO DI ANCORAGGIO STRUTTURALE UNI 517/795 (A001),

ACCESSO ALLA COPERTURA CON LINEA DI ANCORAGGIO FLESSIBILE INCLINATA (A002),

ACCESSI ESTERNI: CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO (A003),

ACCESSO INTERNO SU PARETE VERTICALE (A004),

ACCESSO INTERNO SU PARETE INCLINATA (A005)).

Specificità:

Sistema di ancoraggio caratterizzato da grande versatilità; in grado di coprire lunghezze estese seguendo, secondo un allineamento orizzontale, sviluppi lineari e/o variabili.

La sua natura flessibile, permette  di colmare piccoli dislivelli fra gli ancoraggi (compresi entro l’allineamento dei 15°).

Richiede una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del sistema installato.

individuazione di strutture assai robuste  in grado di assorbire le tensioni massime  previste dal fabbricante

Aumento sensibile del tirante d'aria necessario ad arrestare una caduta

Criticità:

  • mantenimento delle garanzie di resistenza dei suoi punti di ancoraggio e delle condizioni della fune
  • mancato rispetto dei tempi previsti per le verifiche periodiche;
  • necessità di strutture molto robuste su cui ancorare le linee

Alternative:

  1. Linea di ancoraggio a norma  UNI EN 795 TIPO D
  2. Linea di ancoraggio a norma  UNI 11578 TIPO D
  3. Parapetti perimetrali fissi

Ispezioni:

In generale si prevede la verifica periodica di:

  • stabilità dei punti di ancoraggio
  • tirantatura della fune mediante calibri o tensionatori;
  • stato di conservazione della componentistica secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto della linea;
  • sostituzione degli elementi usurati;
  • presenza delle istruzioni per l’uso e indicazione della massima forza ammissibile in corrispondenza degli ancoraggi strutturali.

Verifica periodica dello stato di conservazione di tutti gli elementi e soprattutto dei punti ancoraggio secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;

Presenza della segnaletica di sicurezza e avvertimento fissa e/o temporanea;

La marcatura deve essere conforme alla EN 365 e l'eventuale testo deve essere nella/e lingua/e del Paese di destinazione.
Oltre alla conformità alla EN 365, il fabbricante, o l'installatore, deve indicare chiaramente, su o accanto al dispositivo di ancoraggio, i seguenti parametri:

a) il numero massimo di lavoratori collegabili;
b) l’esigenza di assorbitori di energia;
c) i requisiti relativi alla distanza dal suolo

Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore

Sistemi e procedure complementari:

Vedi “Criteri progettuali” -  STRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA (CR003)

Norme di riferimento:

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81,

  • Titolo III, Capo II ( Uso dei Dispositivi di Protezione Individuale DPI)
  • Titolo IV, Capo II Art. 111 (obblighi del Datore di Lavoro nell’uso delle Attrezzature per lavori in quota)

 


D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Art 10

UNI EN 795 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio destinati ad essere rimossi- Requisiti e prove 
UNI 11578
Dispositivi di ancoraggio destinati all'installazione permanente - Requisiti e metodi di prova
CEN/TS 16415 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio- raccomandazioni per dispositivi di ancoraggio per l'uso di più persone contemporaneamente (scadenza prevista gennaio 2016)

 

 

T07 - TRANSITO IN COPERTURA CON LINEE DI ANCORAGGIO RIGIDA ORIZZONTALI TIPO D

TRANSITO IN COPERTURA CON LINEE DI ANCORAGGIO RIGIDA ORIZZONTALI  TIPO D

UNI 11578 
UNI EN 795
CEN/TS 16415 


D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R,  Art. 10

 

La marcatura di un prodotto ai sensi della UNI EN 795 e della UNI 11578 deve essere conforme alla UNI EN 365.
Il prodotto deve essere marcato dal fabbricante in modo chiaro, indelebile e permanente nella lingua ufficiale del paese di destinazione. La marcatura deve comprendere almeno:

  • mezzo di identificazione, per esempio nome del fabbricante, nome del fornitore o marchio commerciale;
  •  lotto di produzione o numero di serie del fabbricante o altro mezzo di rintracciabilità;
  • modello e tipo/identificazione;
  • numero e anno del documento cui il prodotto è conforme;
  • pittogramma o altro metodo per indicare la necessità per gli utilizzatori di leggere le istruzioni per l’uso. 

 

Descrizione:

l dispositivi di ancoraggio costituiti da linee di ancoraggio rigide a seconda che siano rimovibili monoutente, rimovibili pluri-utente o fissi sono conformi rispettivamente alla UNI EN 795 tipo D, alla CEN/TS 16415, alla UNI UNI  11758. 

Sono costituiti da rotaie o canaline rigide, dotate di un punto di ancoraggio mobile che scorre liberamente lungo la stessa canalina o rotaia, fissate a due o più punti della struttura, in modo permanente.
Le norme UNI di riferimento stabiliscono quali siano le prestazioni e i requisiti a seconda se siano destinati ad essere rimossi, ad essere usati da più persone contemporaneamente, o se siano caratterizzati dall'essere fissati permanentemente in una struttura.

La linea di ancoraggio si definisce orizzontale quando devia dall’orizzonte per non più di 15° (Vedi DISPOSITIVI SCORREVOLI SU LINEA DI ANCORAGGIO (DPI007)).

Solo le linee orizzontali anticaduta orizzontali  UNI 11578 possono essere utilizzate efficacemente per una istallazione permanente su coperture 

 

Caratteristiche:

Consentono all’operatore grande libertà di movimento.
I binari di scorrimento, al fine di evitare il distacco accidentale del carrello, sono dotati di dispositivo di fine corsa posizionato in corrispondenza di uno dei punti di ancoraggio terminali.
L’aggancio al carrello è consentito esclusivamente con cordini muniti di assorbitore di energia conforme alle UNI EN 355 e imbracatura a norma UNI EN 361.
La distanza tra i punti di ancoraggio di estremità e l’installazione di eventuali ancoraggi intermedi, sono definiti dalle note informative dal fabbricante
Supportato da sistemi di ancoraggio adeguati alle caratteristiche della struttura portante, può essere installato su superfici piane, inclinate, lungo pareti verticali e soffitti.

Impiego:

Trova larga applicazione su tutti i tipi di copertura, anche a geometria complessa e particolarmente estese.

E’ fortemente consigliato nel caso di manutenzione frequenti.

Se posizionato lontano dal punto di accesso, si deve  prevedere l’installazione di ganci o linee guida supplementari  per l’ancoraggio dell’operatore lungo il percorso di collegamento dal punto di accesso alla linea vita (vedi “Accesso” - Schede :

ACCESSI ESTERNI: CON PUNTO DI ANCORAGGIO STRUTTURALE UNI 517/795 (A001),

ACCESSO ALLA COPERTURA CON LINEA DI ANCORAGGIO FLESSIBILE INCLINATA (A002),

ACCESSI ESTERNI: CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO (A003),

ACCESSO INTERNO SU PARETE VERTICALE (A004),

ACCESSO INTERNO SU PARETE INCLINATA (A005)).

Specificità:

Questo dispositivo, a fronte di una corretta analisi dei rischi, risulta altamente affidabile in quanto non si crea una freccia e di conseguenza limita il tirante d’aria necessario al di sotto della zona operativa. In caso di caduta, la sollecitazione prodotta viene assorbita quasi esclusivamente dalla deformazione della linea, proteggendo così la struttura e salvaguardando la resistenza dei punti di ancoraggio.

Consente l’uso contemporaneo da parte di due o più operatori.

Può essere installato senza soluzione di continuità su superfici di lunghezza estesa e posti quote diverse

Richiede una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del sistema installato.

Adattabile anche a  pareti verticali con andamento curvilineo. Il posizionamento della linea di ancoraggio deve essere stabilito dal coordinatore in fase di progettazione o, nei casi in cui tale figura non sia prevista, dal progettista, tenuto conto dei rischi derivanti dall’insorgenza dell’effetto pendolo e dal dimensionamento del tirante d’aria.

Di facile individuazione da parte dell’operatore.

Criticità:

  • mantenimento delle garanzie di resistenza dei suoi punti di ancoraggio e alle condizioni della fune
  • mancato rispetto dei tempi previsti per le verifiche periodiche;
  • effettuazione di manutenzioni da parte di personale non  esperto;
  • mancata sostituzione degli elementi danneggiati;
  • elevato impatto visivo del sistema
  • effettuazione di manutenzioni da parte di personale non  esperto;
  • lunghi tempi di installazione
  • onerosità del sistema

Alternative:

  1. Ancoraggi a norma UNI EN 795 tipo 
  2. Ancoraggi a norma UNI 11578 tipo C
  3. Parapetti perimetrali fissi

Ispezioni:

In generale si prevede la verifica periodica di:

  • stabilità dei punti di ancoraggio
  • tirantatura della fune mediante calibri o tensionatori;
  • stato di conservazione della componentistica secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto della linea;
  • sostituzione degli elementi usurati;
  • presenza delle istruzioni per l’uso e indicazione della massima forza ammissibile in corrispondenza degli ancoraggi strutturali.

Verifica periodica dello stato di conservazione di tutti gli elementi e soprattutto dei punti ancoraggio secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;

Presenza della segnaletica di sicurezza e avvertimento fissa e/o temporanea;

La marcatura deve essere conforme alla EN 365 e l'eventuale testo deve essere nella/e lingua/e del Paese di destinazione.
Oltre alla conformità alla EN 365, il fabbricante, o l'installatore, deve indicare chiaramente, su o accanto al dispositivo di ancoraggio, i seguenti parametri:

a) il numero massimo di lavoratori collegabili;
b) l’esigenza di assorbitori di energia;
c) i requisiti relativi alla distanza dal suolo

Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore

Sistemi e procedure complementari:

Vedi Criteri progettuali Scheda CR003.

Norme di riferimento:

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81,

  • Titolo III, Capo II ( Uso dei Dispositivi di Protezione Individuale DPI)
  • Titolo IV, Capo II, sez. II, Art. 111 (obblighi del Datore di Lavoro nell’uso delle Attrezzature per lavori in quota)


D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R ,

  • Artt. 3, 10

UNI EN 795 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio - Requisiti e prove
UNI 11578 Dispositivi di ancoraggio destinati all'installazione permanente - Requisiti e metodi di prova
CEN/TS 16415 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio- raccomandazioni per dispositivi di ancoraggio per l'uso di più persone contemporaneamente (scadenza  prevista gennaio 2016)

 

 

Sottocategorie

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

g) per transito ed esecuzione di lavori sulla copertura, la possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza sulla porzione di copertura oggetto dell’intervento, atta a garantire la raggiungibilità di tutte le sue componenti a fini manutentivi; 

Art. 7
Criteri generali di progettazione

3. Il transito e l’esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione sulle coperture devono essere garantiti attraverso elementi protettivi di tipo fisso o permanente..

Art. 10
Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture 

  1. Al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza durante il transito e la sosta sulla copertura, a partire dal punto di accesso, devono essere previsti elementi fissi di protezione ed elementi che favoriscono l’utilizzo di dispositivi di sicurezza nonché la posa in opera di eventuali ulteriori dispositivi.
  2.  Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta in sicurezza per interventi impiantistici o di manutenzione mediante elementi protettivi quali:
    a) parapetti;
    b) linee di ancoraggio;
    c) dispositivi di ancoraggio;
    d) ganci di sicurezza da tetto;
    e) reti di sicurezza anticaduta;
    f) impalcati;
    g) passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali;
    h) scalini posapiede;
    i) piani di camminamento.
  3. Nella scelta degli elementi protettivi di cui al comma 2 deve essere considerata la frequenza degli interventi di manutenzione previsti, privilegiando i sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli individuali.
  4. L’impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile interessato dall'intervento.
  5.  Laddove le caratteristiche della copertura lo consentano, in attuazione dei principi generali di tutela di cui all’art. 15 del D.Lgs 81/08 e della necessità di eseguire eventuali operazioni di salvataggio, assistenza e recupero in caso di caduta, la scelta dei dispositivi di ancoraggio deve essere rivolta verso quelle tipologie di dispositivi che consentono l’utilizzo contemporaneo da parte di più persone.

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

f) per accesso alla copertura, il punto, raggiungibile mediante un percorso, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura; 

Art. 7
Criteri generali di progettazione

2. (omissis) gli accessi devono essere di tipo fisso.

Art. 9
Accessi alla copertura

  1. La copertura deve essere dotata almeno di un accesso, interno od esterno, in grado di garantire il passaggio ed il trasferimento di un operatore e di materiali ed utensili in condizioni di sicurezza.
    1. Un accesso interno deve possedere le seguenti caratteristiche:
      a) ove sia costituito da una apertura verticale, la stessa deve avere una larghezza libera minima di 0,70 metri ed un’altezza libera minima di 1,20 metri. Limitatamente agli interventi da eseguirsi su edifici esistenti, qualora per dimostrati impedimenti di natura tecnica ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile non sia possibile garantire il rispetto delle dimensioni minime prescritte e vi siano altresì dimostrati impedimenti alla realizzazione di un accesso esterno conforme alle disposizioni di cui al presente regolamento, sono ammesse aperture di dimensioni inferiori, nel rispetto dei limiti dimensionali di cui alla lettera b) e tali comunque da garantire il passaggio di persone e materiali;

      b) ove sia costituito da una apertura orizzontale od inclinata, la stessa deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, l’apertura deve avere una superficie libera di passaggio non inferiore a 0,50 metri quadrati, con lato inferiore di larghezza minima di 0,70 metri;

      c) i serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti ed il sistema di apertura dell’anta deve essere agevole e sicuro;

      d) l’accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell’anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite; il sistema di connessione dell’anta allo stipite deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell’anta in posizione di apertura; l’anta deve inoltre essere provvista di meccanismo tale da evitare l’investimento improvviso ed incontrollato del soggetto che la apre.

  2.  Un accesso esterno deve essere inequivocabilmente riconoscibile per il raggiungimento di sistemi di accesso fissi, permanenti o mobili. Nelle coperture piane, esso deve essere adeguatamente protetto da parapetti con cancelletto apribile verso l’interno. Nelle coperture inclinate, esso deve essere dotato di un ancoraggio facilmente raggiungibile al quale l’operatore, prima di accedere alla copertura, possa agganciare il dispositivo di protezione individuale e collegarsi ad un sistema di ancoraggio presente sul tetto.

DPGR 18 Dicembre 2013, n. 75/R 

Art. 3
Definizioni

e) per percorso di accesso alla copertura, il tragitto che un operatore deve compiere internamente od esternamente al fabbricato per raggiungere il punto di accesso alla copertura;

Art. 7
Criteri generali di progettazione

2. I percorsi devono essere di tipo fisso o permanente (omissis).

Art. 8
Percorsi di accesso alla copertura

  1.  I percorsi di accesso alla copertura possono essere interni o esterni. La loro configurazione deve consentire il passaggio degli operatori, dei loro utensili da lavoro e dei materiali in condizioni di sicurezza.
  2. Lungo l’intero sviluppo dei percorsi è necessaria l’adozione delle seguenti misure:
    a) gli ostacoli fissi, che per ragioni tecniche non possono essere eliminati, devono essere chiaramente segnalati e, se del caso, protetti in modo da non costituire pericolo;
    b) ove sia prevedibile un utilizzo del percorso in condizioni di scarsa o assente illuminazione naturale, deve essere garantito un illuminamento conforme alla norma UNI EN 12464-1 e UNI EN 12464-2. I corpi illuminanti devono essere installati in modo da prevenire i rischio d’urto;
    c) deve essere previsto un dimensionamento in relazione ai carichi di esercizio, tenendo conto dei prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare, con una larghezza non inferiore a 0,60 metri per il solo transito dell’operatore;
    d) deve essere garantita un’altezza libera superiore a 1,80 metri rispetto al piano di calpestio. In presenza di vincoli costruttivi non eliminabili, tale altezza può essere ridotta limitatamente ad un unico e breve tratto;
    e) i percorsi orizzontali o inclinati devono essere protetti contro il rischio di caduta nei lati prospicienti il vuoto o esposti verso superfici sfondabili;
    f) i percorsi verticali devono essere realizzati tramite le seguenti strutture:
                                                    1) scale per il trasferimento in quota opportunamente vincolate alla zona di sbarco;
                                                    2) apparecchi di sollevamento certificati anche per il trasferimento di persone in quota;
                                                    3) ponteggi;
    g) i percorsi verticali costituiti da scale fisse devono essere predisposti secondo il seguente ordine di priorità:
                                                    1) scale fisse a gradini a rampe con sviluppo rettilineo;
                                                    2) scale retrattili fisse a gradino;
                                                    3) scale fisse a chiocciola;
                                                    4) scale fisse a pioli con inclinazione minore o uguale a 75°;
                                                    5) scale fisse a pioli con inclinazione superiore a 75°.
  3. Per particolari e documentate esigenze di natura tecnica, ovvero al fine di garantire il rispetto di eventuali norme di tutela riguardanti l’immobile, è ammesso il ricorso ad apposite scale portatili, costituenti dotazione permanente dell’edificio, solidamente vincolabili alla zona di sbarco e di altezza tale da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, salvo che altri dispositivi garantiscano una presa sicura all’operatore. In tali casi nell’elaborato tecnico della copertura è indicato il vano dell’edificio nel quale dette scale portatili sono custodite.
  4. Nei casi in cui sussistano dimostrati impedimenti alla realizzazione di percorsi fissi o permanenti, ovvero laddove la realizzazione dei medesimi risulti in contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile, devono essere individuati spazi in grado di ospitare le soluzioni provvisorie prescelte.
  5. Per il raggiungimento di accessi interni ed esterni comportante il superamento di un dislivello inferiore a 2 metri è ammissibile il ricorso ad idonee soluzioni temporanee.
  6. I percorsi verticali con esclusiva funzione di accesso alla copertura devono essere muniti di sbarramento che ne impedisca l’utilizzo ai soggetti non autorizzati.