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SENTENZA 42465

IL PRIVATO PUO' ESSERE RESPONSABILE DELL'INSICUREZZA DEI LAVORI

In caso di infortunio mortale sul lavoro, colui che incarica di svolgere lavori edili nella propria abitazione è ritenuto responsabile di omicidio colposo anche se il lavoratore deceduto è autonomo. Così si espressa la IV sezione penale della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 42465 depositata il 1 Dicembre 2010, in merito ad un episodio di caduta dall'alto occorso ad un lavoratore autonomo mentre eseguiva lavori di ristrutturazione in un'abitazione privata.
La Cassazione ha confermato il verdetto dei giudici di merito, i quali in sede di appello avevano già condannato il ricorrente perchè responsabile del delitto di omicidio colposo ex art 589 c.p. La contestazione addebitata al ricorrente si basa sulla considerazione dei giudici che il proprietario dell'abitazione, in qualità di committente dei lavori edili da svolgersi nella sua abitazione, non aveva osservato le minime garanzie antinfortunistiche, consentendo viceversa all'operaio di svolgere detti lavori in assenza di qualsiasi tutela atta a scongiurare i rischi di caduta dall'alto. Infatti, sia le indagini svolte che gli atti depositati avevano evidenziato lo svolgimento di attività lavorativa ad un'altezza superiore ai due metri senza l'utilizzo dei DPI, in mancanza delle cinture di sicurezza, del casco, delle impalcature, queste ultime sostituite da “alcune tavole inchiodate, senza parapetto” collegate tramite una “scala di ferro”, oltre alla mancanza di altri presidi di sicurezza.
Oltre alla generica assenza di adozione da parte del committente di qualsiasi presidio antinfortunistico, gli Ermellini hanno contestato al ricorrente di aver svolto i lavori in economia, senza una preventiva verifica della idoneità dell'operaio, tra l'altro neppure iscritto ad albi e o liste, senza la nomina di un direttore dei lavori e quindi assumendosi interamente i rischi di una tale operazione. Dall'assunto è derivata la decisione dei Giudici Supremi di far gravare la responsabilità in toto sul committente dei lavori, considerato colpevole di omicidio colposo accompagnato dalle attenuanti generiche.

CERTIFICAZIONE

NORMATIVA TECNICA

Le norme tecniche sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell'arte.

  • In estrema sintesi, sono indicazioni che specificano  “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe.

  • Hanno carattere essenzialmente volontario


Solo le norme tecniche elaborate su richiesta della Commissione Europea e citate in appositi elenchi nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, vengono dette "armonizzate"; la loro adozione come norme tecniche nazionali è obbligatoria, così come il conseguente ritiro di eventuali norme locali in conflitto.

le norme armonizzate:

  1. presuppongono l’esistenza di un mandato da parte della Commissione agli Enti europei di Normazione;
  2. sono emanate dai Comitati Europei di normazione;
  3. sono elencate sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee;
  4. vengono adottate come norme nazionali, senza alcuna modifica, dagli Enti di normazione nazionali;
  5. hanno carattere volontario;
  6. la loro osservanza conferisce la “presunzione di conformità” ai requisiti essenziali fissati dalle direttive.

SCOPI PRINCIPALI:

  • fornire al mercato strumenti e metodi di prova riconosciuti.
  • garantire la progettazione e la fabbricazione di prodotti sicuri;
  • contribuire alla sicurezza dei lavoratori;

TIPOLOGIA

  • ISO – Internazionale
  • EN –   Europea
  • UNI -  Nazionale

 

LA MARCATURA CE

La marcatura CE garantisce il libero movimento all'interno del mercato europeo dei prodotti che rispondono alle normative previste dalla legislazione UE (ad es. in fatto di sicurezza, di salute, di protezione ambientale) e rappresenta un indicatore chiave della conformità di un prodotto a tale legislazione. Il marchio CE è apposto dai fabbricanti sui loro prodotti. Attraverso l'apposizione del marchio CE su un prodotto, i fabbricanti dichiarano sotto la propria responsabilità che il prodotto in questione è conforme a tutte le normative legali in vigore in Europa. E' responsabilità del fabbricante verificare che i prodotti che egli sta mettendo in vendita sono conformi alla legislazione di riferimento o - qualora obbligatorio - di incaricare un organismo notificato di verifica della conformità di procedere con gli opportuni controlli.

 

Non tutti i prodotti in vendita all'interno dell'UE devono apporre il marchio CE.
Solo quelli che sono individuati espressamente dalle direttive europee.
Le direttive europee che interessano i dispositivi che sono utilizzabili nei sistemi anticaduta sono:

  1. Direttiva Prodotti da Costruzione (es. UNI EN 516- UNI EN 517)
  2. Direttiva Dispositivi di Protezione Individuale

 

I Dispositivi di Protezione individuali pertanto devono essere marcati CE ma non tutti i dispositivi certificati ai sensi della UNI EN 795.

 

 

La GUCE C126 5/06/2009 dichiara che la compatibilità della UNI EN 795 ai R.E.S. (Requisiti Essenziali di Sicurezza) della direttiva DPI 89/686/CEE non riguarda le classi A,C e D, ma interessa unicamente le classi B ed E le quali includono i dispositivi di ancoraggio provvisori portatili che pertanto devono essere marcati CE.

 

I dispositivi di ancoraggio per installazioni permanenti rientrano nel campo di applicazione della direttiva CPD prodotti da costruzione ( 89/106/CEE) devono essere marcati CE ai sensi di tale direttiva qualora esista una norma armonizzata o un benestare tecnico (es. prodotti UNI EN 516 e UNI EN 517 come prodotti da costruzione).

 

La norma EN 795 non risulta ne oggetto di benestare tecnico né di armonizzazione ai sensi della direttiva CPD e pertanto i dispositivi di classe A, C e D non possono essere marcati CE.

La certificazione da parte di ente notificato è obbligatoria per i dispositivi della classe B ed E che essendo trasportabili vengono ad essere equiparati a DPI.

La marcatura "CE" deve essere apposta dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità. Il fabbricante si assume la responsabilità finale della conformità del prodotto.

La valutazione della conformità è in rapporto alla fase di progettazione e alla fase della fabbricazione del prodotto. Un organismo notificato può intervenire in una delle due fasi in funzione delle procedure di valutazione della conformità. Quando un organismo notificato interviene in una fase di controllo della produzione, la marcatura è seguita dal numero d’identificazione di tale organismo.

L'etichetta con il simbolo di marcatura CE, deve essere apposta sul prodotto, sull'imballaggio o sui documenti di trasporto.Nella versione semplificata deve riportare almeno le seguenti informazioni:

  1. marcatura di conformità CE, consistente nel simbolo «CE»
  2. numero di identificazione dell’ Organismo di certificazione
  3. nome o marchio identificativo e indirizzo del produttore
  4. ultime due cifre dell’anno in cui è stata applicata la marcatura
  5. numero del certificato di conformità dell'FPC
  6. norma a cui il prodotto e conforme

LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'

Tutti i dispositivi di protezione individuale, inclusi tutti gli altri equipaggiamenti utilizzati congiuntamente a un dispositivo di trattenuta per il corpo, per prevenire cadute, per accessi, uscite e posizionamento sul lavoro, per arrestare le cadute e per il salvataggio devono possedere una dichiarazione di conformità che deve contenere:

  • dati del costruttore e del legale rappresentante
  • dati e descrizione generale del prodotto
  • norme e direttive a cui il prodotto è conforme
  • informazioni relative alla produzione es: n° matricola, lotto, partita, ultime due cifre dell’anno di produzione
  • data e firma autografa di chi la sottoscrive

 

 

Chi siamo

Il Sito è stato istituito dalla Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro, che ne coordina l'attività (ing. Irene Chirizzi), affidata agli operatori dell'Azienda USL10 (coordinati da dr. Maurizio Baldacci) di Firenze per il sistema editoriale, alla Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto per la parte dei contenuti, previa validazione da parte della Regione Toscana coadiuvata da ASL3 (ing. Massimo Selmi), ASL5 (ing. Andrea Cini), ASL7 (dr Rolando Giomarelli) e ASL10 (ing. Alessandro Matteucci).

Credits

Gruppo di validazione ASL 10 - Regione Toscana

Coordinatore per ASL 10 Dr Maurizio Baldacci

Coordinatore per Regione Toscana Direzione Generale  "Diritti di cittadinanza e coesione sociale"

ASL2 (Ing. Alessia Angelini e Dr Alessandro Renieri),
ASL3 (Ing. Massimo Selmi e Tdp Fabio Nesti), 
ASL5
(Ing. Andrea Cini e Dr Romano Menichini),
ASL7
(Dr Rolando Giomarelli) 
ASL8
(Dr Gianni Sacchi), 
ASL10 (ing. Alessandro Matteucci) .

Il sistema editoriale che consente la pubblicazione dei contenuti è stato realizzato dagli operatori dell'Azienda USL10 di Firenze (Dr.ssa Anna Paoletti e Dr. Alessandro Baccini), attraverso il coordinamento del Dr Maurizio Baldacci, il progetto grafico è stato realizzato dagli operatori dell'Azienda USL10 di Firenze in collaborazione con Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto.

I contenuti tecnici del portale sono curati da Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto:

Capo-progetto:
Arch. Roberto Angioni

Coordinatore:
Arch. Ilaria Saratti

Gruppo di lavoro:
Arch. Giulio Bardazzi,
Arch.Oscar Calì,
Arch.Maria Assunta Stracquadanio
Arch.Mario Sturma