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ID 69 - PORZIONE DI TETTOIA

Devo redigere l'ETC per una nuova porzione di tettoia da realizzare in aderenza ad un'altra esistente con le stesse identiche caratteristiche. La tettoia presenta un'unica falda inclinata con aggetto di 1,50 metri e larghezza di 2.70. la struttura è costituita da travetti in legno, pianelle e soletta in c.a. a sbalzo (parte portante), manto di copertura in cotto alla toscana. L'altezza sottostante la gronda è di 5.40 m quindi non rientra nel caso dell'art. 2 comma 4 del DPGR 71/2013. sulla tettoia non sarà posizionato alcun tipo di impianto tecnologico. Secondo il DPGR 71/2013 questa solo questa nuova porzione deve essere messa in sicurezza. Tuttavia emergono diverse difficoltà
1. praticabilità della struttura. La parte nuova viene dimensionata per un carico di 120kg/mq (data l'entità dello sbalzo non è possibile aumentare il carico). È sufficiente per considerarla praticabile?
2. della parte esistente tuttavia non è possibile verificare la praticabilità, quindi deve eventualmente essere interdetta?
3. Nel caso la struttura possa considerarsi praticabile:L'accesso puo' avvenire soltanto dalla terrazza sottostante, tramite una scala a pioli appoggiata al lato obliquo della tettoia.
4. Esistono ferma scala per questo tipo di soluzione?
5. una volta sbarcati sulla tettoia può essere fissato un gancio al muro a cui ancorarsi, qui nascono 2 problemi: 1) il passaggio dalla scala all'ancoraggio fisso che deve avvenire in sicurezza 2) una volta raggiunto il gancio, si deve lavorare in trattenuta e la misura del cordino non deve essere superiore a 1,50m tanto quanto l'aggetto della tettoia, ne esistono in commercio di questa misura o sono tutti di 2 metri?
6. Nel caso di struttura non praticabile, nell'ETC questo va dimostrato?
7. È sufficiente provvedere alla manutenzione con trabattello o ponteggio provvisori, che possono essere posizionati nel sottostante giardino di proprietà?

Risposta:

Avendo determinato il carico di 120kg/mq, allo stesso modo può determinare la conformità ai criteri per la manutenzione delle coperture indicati nel decreto 14 gennaio 2008 del Ministero delle Infrastrutture (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni- tabella 3.1.II, categoria H).
Si ricorda che per una struttura nuova deve essere garantita la raggiungibilità di ogni sua parte per le manutenzioni anche se non risulti totalmente calpestabile.
L' Art. 7 comma 15 DPGR 75/R 2013 infatti prescrive che:
"Fermo restando l’obbligo di prevenire il rischio di caduta con le modalità di cui al presente regolamento, eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di sfondamento della superficie di calpestio devono essere comunque raggiungibili, protette ed adeguatamente segnalate."

In base alla verifica effettuata dovranno essere adottate le conseguenti misure di prevenzione.
Nell'ETC deve essere chiaramente indicata la parte oggetto di intervento distinguendola da quella non oggetto di intervento evidenziando con segnaletica in copertura l’area del nuovo intervento.
Se esiste la possibilità di impostare correttamente una scala a gradini vincolabile alla zona di sbarco in maniera sicura questa può essere una soluzione adottabile, anche da un terrazzo sottostante.
Esistono in commercio vari tipi di blocca scale alla zona di sbarco.
Esistono in commercio cordini anticaduta di misura inferiore a 2 metri.
Le dotazioni devono essere fisse o permanenti e solo nell'impossibilità dimostrata di non poterle realizzare si può ricorrere a soluzioni temporanee