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FAQ TRANSITO (DPGR75/R )

ID 306 - Parapetto di protezione camminamento superiore castello

Volevo anzitutto sapere se per gli edifici tutelati ai sensi del Dlvo 42/04 esistono tolleranze sulle misure, nella fattispecie in copertura di un castello sono presenti merli alti 98 cm, chiedo se sia sufficiente tale altezza per essere considerati parapetti. Inoltre è presente un camminamento rialzato (h= 34 cm) che ne riduce l'altezza, tuttavia tale camminamento è posto a distanza di 25 cm dal filo merli , in tal caso il merlo è considerato alto per la sua dimensione effettiva (98 cm) o la distanza di 25 cm non è tale da considerarlo separato pertanto l'altezza va considerata come la differenza di quota? (ovvero 98-34 cm).

RISPOSTA

Il Dlgs 81/08 non prevede tolleranze relativamente alle altezze del parapetto che deve risultare dell’altezza di 1 metro dal piano di calpestio.
Per quanto concerne l’applicazione del DPGR 75/R 2013 su beni vincolati, come quelli appartenenti al Dlvo 41/08, è l’autorità preposta al vincolo ad avere titolo alla scelta della miglior soluzione tecnica adottabile compatibilmente con il vincolo, per garantire la sicurezza delle persone che operano in copertura.

 

 

ID 287 - DISP. DI ANCORAGGIO PUNTUALI/LINEE ANTICADUTA

Con un manto di copertura, formato da lastre in lamiera di allumino 7/10, certificate Ist. Giordano, con inclusa la formazione della linea vita (certificata dal produttore), mi viene posta la scelta tra:
1) Solo dispositivi di ancoraggio anticaduta puntuali calcolati sullo sviluppo del tetto
2) Linea anticaduta flessibile e dispositivi di ancoraggio anticaduta puntuali

dove necessari

Qual'è il sistema migliore ? entrambi rispettano la normativa ?

 

 

RISPOSTA:

Entrambi i dispositivi sono certamente certificati ma come più volte ribadito in questo portale all’art. 10 comma 4 del DPGR 75/R della regione Toscana si afferma:

“L’impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile interessato dall’intervento”

 

Si leggano anche i seguenti articoli:

ID 263 - BREVI SPOSTAMENTI PER ANCORAGGI PUNTUALI

T03 -TRANSITO IN COPERTURA CON GANCI DI SICUREZZA DA TETTO UNI EN 517

T04 -TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI PUNTUALI UNI 11578 UNI EN 795 tipo A

ID 273 - Valutaz. caduta su coperture complanari contigue

COPERTURE INDUSTRIALI COMPLANARI- Sostituzione del manto in amianto con pannelli in alluminio e coibentazione; struttura in cls precompresso travi copertura a Y, in capannone rettangolare 20 mt x 27 mt circa altezza interna circa mt 5.50,di vecchia lottizzazione anni '80; si stabilisce di inserire i parapetti in copertura per le successive manutenzioni anzichè la linea vita.
L' impresa che dovrebbe svolgere il lavoro mi solleva però il dubbio che essendo il nostro capannone adiacente a destra, sinistra e a tergo con altri capannoni identici e con copertura complanare, non occorre mettere i parapetti sul confine tra la nostra copertura e le altre coperture che risulterebbero essere calpestabili ancorchè non completamente protette ai sensi del DGR 75/2013 o a loro volta parzialmente protette da parapetti, ma sarebbe sufficiente apporre una "catenella" o simile con cartello di segnalazione.
Nel caso l'impresa abbia ragione, ma non trovo riferimenti normativi, chiederei anche se occorre ottenere una qualche eventuale deroga.

Risposta:

Il DPGR 75/r individua le misure di protezione per la caduta necessarie alle manutenzioni successive nelle coperture.
La valutazione della possibilità di caduta verso l’esterno deve essere effettuata sia nel caso in cui l’esterno sia rappresentato dal vuoto, sia nel caso in cui sia rappresentato da coperture di cui non si abbia la certezza di calpestabilità. In tali casi devono essere considerate come vuoti, pertanto il semplice ricorso a delimitazioni non risulta una soluzione sufficiente a prevenire una caduta

 

ID 272 - copertura non calpestabile costruita con tavelloni

un mio cliente ha un fabbricato costruito anni 70 con copertura non calpestabile costruita con tavelloni e arcarecci in struttura prefabbricata ad incastro. la mia domanda è la seguente.
Trattandosi di una copertura a volta e volendo fare un intervento di impermeabilizzazione come possiamo fare ad intervenire?
Chiaramente non è calpestabile e fare montare qualcuno sopra anche con linea vita e tutti i dispositivi si rischia molto sia per la proprietà che per l'operatore stesso.

RISPOSTA:

Questo servizio risponde solo su questioni interpretative che riguardano l’applicazione del regolamento DPGR 75/R e non fornisce risposte di natura tecnica puntuale che riguardano le competenze professionali.