Main menu

SP 23 - COPERTURA CON PIANTA AD L A PADIGLIONE, COPERTURA PIANA E PENSILINA

COPERTURA CON PIANTA AD L A PADIGLIONE, COPERTURA PIANA E PENSILINA

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Si tratta della copertura di un edificio già esistente che verrà dotato di accesso diretto sulla copertura tramite un lucernario.

La copertura risulta praticabile, in parte a falde rivestite con un manto in tegole di laterizio, in parte piana con solaio in c.a.

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
7.89   9.75     6.10     1.83
8.39               0.76    2.56

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri
3. La differenziazione dei ganci UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

 


COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

 

 

Dotazioni

     

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Frequente
 

Ispettiva
   

Contesto

     
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura A in laterizio “coppi ed embrici” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficientemente ancorato al solaio.
  • Le coperture B e C sono in c.a.
  • La morfologia delle falde della copertura A presenta inclinazione compresa tra 15% e 50%. La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • Le coperture B e C sono in piano
  • I bordi della copertura con altezza libera di caduta non sufficiente, dovranno essere dotati di ancoraggi secondari di trattenuta per prevenire lo scivolamento fuori dal tetto.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Sono previste dotazioni ed attrezzature impiantistiche in copertura (canne fumarie, antenna tv, pannelli solari e fotovoltaici, motocondensanti per l’impianto di raffrescamento).
  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate sono:
  • “ispettiva” per il monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edilizie impiegate, la verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione, il controllo dei sistemi di ricezione video;
  • “operativa” per la verifica degli impianti tecnologici.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “frequente” (l’immobile non è dotato di manuale di manutenzione) derivanti dalla manutenzione e pulizia dei pannelli solari e delle motocondensanti; saranno invece di tipo “occasionale” per possibili esigenze di risanamento del manto, pulizia della canna fumaria e delle gronde, e ripristino o sostituzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004).

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso

L’accesso alla copertura del fabbricato è possibile tramite un lucernario posto su una delle falde, raggiungibile da un percorso interno.

Il transito verso la copertura piana avviene mediante scaletta per superare il dislivello di m 0,86.

 

Sistema di protezione.

SCELTE PROGETTUALI

Coperture A e B

Ancoraggi

Sono state scelte due tipologie di dispositivi di ancoraggio

  1. sistema principale d’ancoraggio:

Linea d’ancoraggio flessibile (UNI 11578 tipo C).

  1. sistema secondario di ancoraggio

serie di ancoraggi fissi (UNI 11578 tipo A) in corrispondenza di bordi delle falde soggetti a trattenuta e UNI  11578 tipo A sulla copertura piana.

Sistema di arresto caduta

Il sistema di arresto caduta previsto è costituito da: imbracatura (UNI EN 361), dispositivo guidato su cavo (UNI EN 353.2) con cordino L max = 2.00 m, collegato alla linea di ancoraggio flessibile con un connettore ad anello (UNI EN 363). E’ comunque possibile lavorare in trattenuta su tutta la superficie della copertura A utilizzando il dispositivo guidato bloccato a m. 6,45 per le falda sud ed ovest, e m 6,80 per la falda nord.

Sulla falda est della copertura A, per operare nella parte prospiciente la tettoia in vetro, ci si dovrà collegare anche all’ancoraggio supplementare previsto tra i pannelli solari.

Sistema di trattenuta (per i bordi soggetti a trattenuta)

Il sistema di trattenuta previsto è costituito da: ancoraggi fissi (UNI  11578 tipo A) a cui collegare l’imbracatura (UNI EN 361), mediante doppio cordino fisso lunghezza massima 2 m (UNI EN 354).

Nota: Dislocazione pannelli solari.

I pannelli solari dovranno essere messi in opera tenendo conto degli spostamenti degli operatori: dovranno essere lasciati spazi sufficienti per il loro passaggio (da una lettura della normativa non risulta essere mai indicata una larghezza minima dei passaggi, ma, in relazione alle norme UNI si ritiene sufficiente una larghezza di 50/60 cm).

Copertura C

Ancoraggi

sistema principale d’ancoraggio:

Linea temporanea orizzontale flessibile UNI EN 795 tipo C  (da utilizzare come DPI e quindi con marcatura CE) su ancoraggi UNI  11578 tipo A predisposti, coadiuvata da un ponteggio (con funzione di parapetto) come protezione temporanea per le cadute dalla pensilina verso l’interno delle terrazze.

Sistema di arresto caduta

Il sistema di arresto caduta previsto è costituito da: imbracatura (UNI EN 361), dispositivo guidato su cavo (UNI EN 353.2) con cordino L max = 1.00 m, collegato alla linea di ancoraggio flessibile temporanea con un connettore ad anello (UNI EN 363).

MOTIVAZIONI

Il sistema principale di ancoraggio realizzato con una linea flessibile temporanea (UNI EN 795 tipo C) è stato scelto in quanto  il manufatto edilizio non permette sistemi permanenti

Il sistema di arresto caduta scelto, con cordino di m 1,20 è l’unico che impedisca la caduta oltre il bordo della pensilina

Aree particolari.

LUCERNARI

Tutti i lucernari saranno protetti contro il rischio di caduta dall’alto con vetri antisfondamento.

AREE SOGGETTE AD EFETTO PENDOLO PER CADUTA OLTRE IL BORDO

In tali aree si prescrive l’obbligo di ancorarsi agli appositi ancoraggi di trattenuta per evitare una caduta oltre il bordo che farebbe aumentare il tirante d’aria in maniera eccessiva rispetto alla distanza libera di caduta.

AREE SOGGETTE A TRATTENUTA

Aree soggette a trattenuta perché il tirante d’aria oltre il bordo risulta insufficiente rispetto alla distanza libera di caduta.

AREE RAGGIUNGIBILI DAL BASSO

Sono parti della copertura raggiungibili dal basso con apprestamenti di semplice allestimento (trabattelli, ponti su cavalletti, ponteggi o cestelli elevatori) per qualsiasi operazione di manutenzione. Tutti gli approntamenti dovranno comunque essere tassativamente provvisti di parapetti.

 

Piano di evacuazione.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").


 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio  X  Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
 Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    


Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche avverse.Procedure e Prescrizioni

  • Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni

 

1) SULLE COPERTURE A e B

Procedure

  • Accedere alla copertura tramite il lucernario.
  • Indossare sempre un imbracatura (UNI EN 361) e dotarsi di un cordino doppio  (UNI EN 354) e di un dispositivo UNI EN 353.2 guidato su fune
  • Utilizzando gli ancoraggi UNI 11578 tipo A disposti  in prossimità dell’accesso sopra descritto portarsi alla linea UNI 11578 tipo C
  • Una volta ancorati mediante il dispositivo (UNI 353.2) è possibile muoversi sulle falde rimanendo sempre ancorati al sistema principale.

Prescrizioni

  • Nelle zone campite di grigio si prescrive di ancorarsi contemporaneamente mediante un cordino fisso (UNI EN 354) agli appositi ancoraggi di trattenuta UNI 11578 tipo A ; una volta ancorati è possibile muoversi per una fascia di 2,00 (2,60 area raggiungibile) sulle falde rimanendo sempre ancorati al sistema principale.

 

2) COPERTURA C

Procedure/Prescrizoni

  • E’ previsto l’accesso solo sulla parte prospiciente il vuoto, l’altro lato dovrà essere raggiunto esclusivamente tramite cestello per la parte esterna e tramite trabattello o ponteggio per la parte interna alle terrazze.
  • Per la parte accessibile dovrà essere predisposto un ponteggio con funzione di parapetto, si potrà quindi accedere alla copertura dal punto dotato di ancoraggi a cui andrà fissata una scala a pioli