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SP 24 - COPERTURE A CAPANNA in complesso edilizio

COPERTURE A CAPANNA in complesso edilizio

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Le coperture in esame, appartenenti ad un’unica proprietà immobiliare, sono inserite in un ampio e articolato complesso edilizio costituito da fabbricati di altezza diversa,adiacenti fra loro.

I tetti, si presentano con tipologia a capanna, manto in laterizio e inclinazione inferiore al 50%, Le falde risultano poste a quote diverse distanti fra loro 1,40 m. Su entrambe le porzioni, individuate con le lettere A e B, risultano installati alcuni pannelli solari e dei camini.

Lungo le facciate sottostanti, sono presenti,sul fronte principale, una terrazza a tasca e, lungo il fronte tergale sulla corte, una tettoia e dei balconi. La distanza libera di caduta, misurata tra la linea di gronda e le superfici sottostanti di possibile impatto, variano in funzione della presenza dei diversi elementi architettonici raggiungendo il valore minimo sulla terrazza a tasca.

Per procedere a una corretta progettazione del sistema anticaduta dovremo tener contoproprio di questa distanza:

Distanza minima di caduta:

Sud     Ovest     Nord       Est
2.50     1.40       3.15     1.40

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri
3. La differenziazione dei ganci UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

Dislivelli non protetti tra falde

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Contiguo Alto

Contiguo Basso

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • Parte delle coperture presenta una superficie non calpestabile dovuta alla presenza dei pannelli solari.
  • Il manto di copertura in laterizio a “coppi ed embrici” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficiente ancoraggio al solaio.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%). La pendenza può determinare rischi di rotolamento dell’operatore, in caso di inciampo o, nel caso di basse temperature con formazione di ghiaccio, rischi di scivolamento.

TETTO A

  • Distanza minima di caduta : H. 3,15 m lungo la facciata tergale sulla corte.
  • La copertura presenta, in corrispondenza del colmo, un dislivello con la falda adiacente, più bassa, di 1,40 m.
  • Sulla copertura vi sono un impianto a pannelli solari e tre camini ubicati in prossimità della linea di gronda.

TETTO B

  • Distanza minima di caduta : H. 2,50 m lungo la facciata principale, in corrispondenza della terrazza a tasca.
  • La copertura presenta, rispetto ai tetti adiacenti, più bassi, un dislivello costante di 1,40 m. (altezza non apprezzabile ai fini delle lavorazioni in quota).
  • Sulla copertura vi sono un impianto a pannelli solari e un camino ubicato in porzione d’angolo.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “ispettivo” e “occasionale”, per quanto attiene le esigenze di controllo degli impianti a pannelli solari, di
  • risanamento del manto e di pulizia delle canne fumarie, di tipo “operativo” per possibili esigenze di ripristino e sostituzione di componenti dell’impianto solare.
  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” ,“ispettiva” e “occasionale”), sono indirizzate al monitoraggio dello stato di funzionamento degli impianti, al comportamento nel tempo delle componenti edili impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione, alle necessità di ripristino delle componenti impiantistiche.

Contesto:

  • Le coperture in esame sono, rispettivamente, di tipo contiguo basso (Tetto A) e contiguo alto (Tetto B), entrambi prospicienti frontalmente la pubblica via e posteriormente la corte interna di pertinenza.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le Attività manutentive in copertura potrebbero causare rischi di schiacciamento per caduta di oggetti dall’alto, in corrispondenza delle aree sottostanti il bordo esterno dei tetti.

SOLUZIONE PROGETTUALE

 
  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004).

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.

Il punto di accesso alle coperture è esterno e avviene mediante gradini di transito installati in corrispondenza della terrazza a tasca. In prossimità del settore di sbarco sono presenti due ancoraggi di risalita attraverso i quali l’operatore, utilizzando un doppio cordino di 2,00 m. e procedendo con successive manovre di aggancio/sgancio, può raggiungere il primo sistema di ancoraggio principale installato sul colmo del tetto A.

Da qui, attraverso una scala fissa a gradini, sarà possibile raggiungere in sicurezza il colmo del tetto più alto (Tetto B) in corrispondenza del quale è prevista una seconda linea vita.

Sistema di protezione.

Si prevede l’uso di un sistema guidato associato a un doppio cordino di lunghezza max 2,00 mt che consenta di operare in condizioni trattenuta lungo le porzioni angolari e i prossimità dei lati esterni con ridotte dimensioni della distanza libera di caduta ( 3,15 m. sui balconi del fronte tergale). Per garantire le condizioni di trattenuta in corrispondenza del lato sulla terrazza a tasca (distanza libera di caduta 2,50 m.), vista la sua ridotta profondità, si prevede l’uso esclusivo del cordino fisso di lunghezza Max 2,00 m.

La presenza dei pannelli solari, in questo caso specifico, non incide sul corretto posizionamento di ancoraggi di trattenuta (o deviazione) necessari a garantire le condizioni di sicurezza duranti i lavori di manutenzione.

I sistemi di protezione principale sono costituiti, per ognuno dei due tetti, da una Linea UNI 11758 tipo C installata sul colmo,idonea alla presenza contemporanea di 2 persone per consentire la manutenzione/movimentazione dei pannelli solari.

La distanza tra gli ancoraggi di trattenuta posti in corrispondenza dei lati con ridotto valore del tirante d’aria, sono stati posizionati ad una distanza, tra loro, che non supera i 2,00 m. necessari all’operatore per effettuare le operazioni di aggancio/sgancio in condizioni di totale sicurezza.

Aree particolari.

Aree particolari sono quelle sovrastanti i balconi e quelle lungo le direttrici di intersezione con i tetti adiacenti non protetti.

Quest’ultimi, nonostante presentino, rispetto alla copertura principale, una dislivello inferiore a 2,00 (non apprezzabile ai fini delle lavorazioni in quota), potrebbero essere causa di rischi indiretti dovuti al passaggio dell’operatore su di essi e al successivo rotolamento oltre i loro bordi di gronda.

La presenza di una superficie occupata dall’impianto a pannelli solari, non calpestabile, costituisce elemento sensibile della manutenzione complessiva.

Piano di evacuazione.

Il sistema di protezione , se correttamente utilizzato, non prevede condizioni di “arresto caduta” oltre i bordi di gronda e pertanto non necessita di piano di evacuazione.

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    
       

 

Procedure e Prescrizioni

  • L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura e dotarsi di doppio cordino di lunghezza pari a 2,00 m. e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2;
  • Dal punto di accesso localizzato in corrispondenza della terrazza a tasca, attraverso i ganci numerati con 1 e 2, procedendo con successive manovre di aggancio/sgancio del doppio cordino, dovrà raggiungere il sistema di protezione principale posto sul colmo del tetto A e collegarsi ad esso.
  • rimanendo agganciato a questa prima linea vita, potrà muoversi liberamente per tutta la superficie della falda A ponendo attenzione ad applicare le prescrizioni per le aree a rischio specifico individuate in corrispondenza dei bordi di gronda.
  • Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max. 2,00 m.) ai punti di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura.
  • Il tetto B, posto a quota superiore, potrà essere raggiunto mediante scala fissa a gradini prevista in prossimità dell’ultimo ancoraggio di risalita.
  • Da qui, l’operatore, attraverso successive manovre di aggancio/sgancio del solo cordino doppio, dal montante della scala, potrà collegarsi direttamente alla seconda linea vita presente sul tetto B. Su questa copertura , vista la ridotta profondità della falda sulla terrazza a tasca, l’operatore dovrà intervenire con l’ausilio esclusivo del cordino fisso mentre per le operazioni sulla falda posteriore, lungo la corte interna, dovrà ancorare al sistema di protezione principale il dispositivo guidato e mantenere a disposizione il doppio cordino solo per l’ancoraggio supplementare ai ganci di trattenuta presenti lungo il bordo esterno.
  • Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche che mettano in pericolo la sicurezza dei lavoratori.
  • Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta di oggetti , è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata dei lavori.