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SP 11 - COPERTURA A DUE FALDE IN FORTE PENDENZA CON ABBAINO

COPERTURA A DUE FALDE IN FORTE PENDENZA CON ABBAINO

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Copertura composta da due falde con pendenza maggiore del 50% ed abbaino posizionato a meno di 2 m dalla linea di gronda.

 

Data la morfologia e la pendenza della copertura è necessario che, per opere di manutenzione, sia previsto un sistema individuale di posizionamento sul lavoro .


Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
14.00   7.00     14.00    7.00
2.70

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri
3. La differenziazione dei ganci UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

P > 50%

Dislivelli non protetti tra falde

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • La finitura del manto di copertura è costituito da lamiere di rame.
  • La morfologia delle falde presenta una forte inclinazione (> 50%). La pendenza determina rischi di scivolamento e caduta dell’operatore e per tale motivo deve essere utilizzate tecniche operative di posizionamento sul lavoro mediante funi.
  • L’altezza dei bordi della copertura rispetto al suolo risulta sufficiente ad arrestare una caduta mediante un sistema di arresto caduta.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Non sono previste dotazioni ed attrezzature impiantistiche in copertura.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale”.
  • La tipologia della manutenzione ipotizzata (l’immobile non è dotato di manuale di manutenzione) sarà del tipo ispettivo e cioè indirizzata al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edili impiegate per il manto di copertura.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura. Attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

 

 

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso

SCELTE PROGETTUALI

- verrà utilizzata come accesso una delle finestre dell’abbaino della mansarda; apertura che possiede già le dimensioni necessarie (90x180 cm) previste dalla norma;

 

MOTIVAZIONI

La soluzione progettuale in merito all’accesso è scaturita dalle seguenti motivazioni:

- il fabbricato è già esistente e non è fattibile (per vincoli costruttivi) la realizzazione di lucernai sulle singole falde

 

Transito

(dall’accesso, al sistema principale di ancoraggio posto sul colmo)

SCELTE PROGETTUALI

Data la forte pendenza della copertura è stato predisposto un preciso percorso di transito per raggiungere il sistema principale di ancoraggio sul colmo dal quale poi raggiungere, con tecniche di posizionamento in sospensione, tutti i punti delle falde.

Il percorso di transito predefinito è stato realizzato nel primo tratto con un piano di camminamento (UNI EN 516) (in corrispondenza delle finestre dell’abbaino).

Il percorso di transito previsto, prosegue poi fino al colmo con degli scalini posapiede (UNI EN 516) che consentono di raggiungere agevolmente il sistema principale di ancoraggio (linea di ancoraggio sul colmo) in posizione eretta.

Sia il piano di camminamento che gli scalini sono corredati di sistemi di ancoraggio del tipo a linea rigida collocati in prossimità degli stessi (linea orizzontale e linea verticale – vedi ancoraggi di seguito).

 

MOTIVAZIONI

Il piano di camminamento consente di transitare in prossimità del fronte dell’abbaino restando in posizione eretta anche per eseguire eventuali manutenzioni sulla parte bassa del fronte stesso (rimanendo collegati alla linea rigida orizzontale).

Gli scalini posapiede  si ritengono una soluzione adeguata per risalire la falda in maniera agevole (posizione eretta) e sicura (perché corredati di una linea di ancoraggio verticale) finché non si è raggiunto il sistema principale di ancoraggio posto sul colmo.

Sistemi di protezione.

SCELTE PROGETTUALI

Ancoraggi

  1. sistema principale d’ancoraggio: ancoraggio fisso interno UNI  11578 tipo A in corrispondenza dell’accesso, linea di ancoraggio rigida orizzontale UNI  11578 tipo D (lungo il piano di camminamento), linea verticale FLESSIBILE UNI EN 353.2 (posizionata in prossimità degli scalini di transito) linee di ancoraggio rigide orizzontali UNI  11578 tipo D (poste sui colmi).
  2. sistema secondario di ancoraggio: serie di ancoraggi supplementari per superfici inclinate  (UNI 11578 tipo A) (poste in prossimità dei bordi soggetti a trattenuta).

 

Sistema di accesso con fune 

Il sistema previsto di accesso mediante fune fissata alla linea di ancoraggio rigida posta sul colmo è un sistema costituito da:

imbracatura (UNI EN 361) dotata di attacco dorsale e sternale, corredata da di cintura di posizionamento (UNI EN 358) con attacco centrale addominale e cosciali, connettori, linea di lavoro (fune semistatica UNI EN 1891-A), dispositivo di discesa (discensore) UNI EN 12841, dispositivo bloccante di risalita su fune (UNI EN 12841).

Sistema di arresto caduta (equipaggiamento ausiliario di sicurezza)

Il sistema ausiliario previsto (linea di sicurezza), ancorata separatamente alla linea di ancoraggio rigida posta sul colmo, è un sistema di arresto caduta costituito da:

stessa imbracatura sopra descritta (UNI EN 361), connettori, cordino di collegamento L max = 1,00 m (collegato all’attacco sternale dell’imbracatura), fune (UNI EN 1891-A) con dispositivo guidato UNI EN 353.2, ancorata alla linea rigida (utilizzata come linea di sicurezza ausiliaria a quella di posizionamento sul luogo di lavoro).

Sistema di trattenuta (per bordi soggetti a trattenuta)

Il sistema di trattenuta previsto è costituito da: stessa imbracatura sopra descritta, connettori e cordino fisso L max = 2,00 m (all’attacco dorsale dell’imbracatura) collegato ad ancoraggio fisso ove previsto.

 

MOTIVAZIONI

Il sistema principale di ancoraggio realizzato con una linea rigida (UNI  11578 tipo D) si è reso obbligatorio in luogo della linea flessibile per la necessità di dover lavorare in posizionamento sul lavoro senza alcuna freccia.

Il sistema secondario di ancoraggio, si è reso necessario per realizzare la condizione di trattenuta.

Il sistema di accesso con funi 

Realizzato con i componenti sopra descritti, è l’unica soluzione che, data la forte pendenza delle falde, consente di calarsi con la fune in tensione e di posizionarsi sul luogo che necessita di manutenzione ancorandosi direttamente al sistema principale di ancoraggio posto sul colmo.

Il sistema di arresto caduta scelto, consente mediante il dispositivo guidato su fune la possibilità realizzare il sistema ausiliario di sicurezza a quello di posizionamento sopra descritto.

Il sistema di trattenuta scelto consente in maniera semplice, mediante un ancoraggio puntuale ed cordino fisso (L=2,00 m), di realizzare la condizione di trattenuta, ove necessario.

 

VERIFICHE

Calcolo del tirante d’aria necessario al sistema di arresto caduta in caso di entrata in funzione oltre il bordo parallelo alla linea di colmo:

Scorrimento max del dispositivo guidato su fune = 1,00 m

NB: (non si aggiunge la lunghezza del cordino perché prevedendo il posizionamento sul lavoro mediante funi in tensione il fattore di caduta è pari a 0).

Altezza imbracatura piede dell’operatore = 1.5 m

Spazio di sicurezza residuo richiesto = 1 m

TOT = 1 + 1.50 + 1 = 3.50 m  (Tirante d’aria minimo necessario) < 7,00 m (distanza libera di caduta disponibile)

 

Aree particolari.

FALDA SOTTOSTANTE PIANO DI CAMMINAMENTO

Per opere di manutenzione sulla falda sottostante l’abbaino (al di sotto del piano di camminamento) è obbligatorio lavorare con le tecniche di sospensione con doppia fune sopra previste.

AREE IN PROSSIMITA’ DI DISLIVELLI TRA LE FALDE

Le aree in prossimità dei bordi, con dislivelli tra le falde di altezza inferiore a 2,00 m, non sono state dotate di ancoraggi di trattenuta sopra descritti.

Per tali aree è prescritto l’obbligo di operare collegati al sistema principale di ancoraggio mediante il sistema di arresto caduta sopra descritto che servirà a contenere la caduta sulla superficie del tetto.

AREE SOGGETTE A TRATTENUTA PER EVITARE L’EFETTO PENDOLO

Le aree soggette ad effetto pendolo in caso di caduta oltre i bordi laterali della copertura sono state dotate di ancoraggi supplementari a cui ancorarsi obbligatoriamente con un cordino fisso per evitare l’oscillazione lungo il bordo.

AREE POSTE ALLE ESTREMITA’ DELLE LINEE RIGIDE POSTE SUI COLMI

In tali aree la linea di ancoraggio rigida è stata estesa fino al bordo laterale per consentire all’operatore di posizionarsi in sospensione perpendicolarmente rispetto alla linea stessa lungo tutto il bordo.

Tale necessità non ha consentito di utilizzare l’estremità della linea come ancoraggio di trattenuta per la caduta oltre il bordo laterale e perciò sono stati predisposti a cavallo del colmo, ad una distanza di 2,30 m degli ancoraggi ausiliari di trattenuta..

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
X  Piani di camminamento    
X Scalini posapiede    
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

   Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
 X  Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)  X  Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2) X  dispositivo di discesa (o discensore)   (UNI EN 12841)
X  Funi semistatiche (di lavoro e di sicurezza)(UNI EN 1891-A)    

 

Procedure e Prescrizioni

Procedure

Sulla porzione di falda sottostante l’abbaino

  • Indossare sempre un imbracatura corredata di cintura di posizionamento (UNI EN 361-358) con attacco sternale e dorsale, cosciali e attacco ventrale)
  • Ancorarsi all’ancoraggio interno UNI 11578 tipo A con un cordino regolabile (per la lunghezza sufficiente all’operazione)
  • Accedere al piano di camminamento esterno tramite le finestre dell’abbaino della mansarda.
  • Collegarsi alla linea di ancoraggio rigida (UNI 11578 tipo D), mediante la fune di lavoro collegata all’attacco ventrale e dotata di dispositivo di risalita.
  • Sganciare il cordino precedentemente utilizzato e lasciarlo all’accesso per l’operazione di uscita.
  • Collegare alla linea di ancoraggio rigida anche la fune ausiliaria di sicurezza dotata di dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2).
  • Collegare il dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2) all’attacco sternale.
  • Calarsi in sospensione oltre il piano di camminamento, sulla verticale rispetto al punto da raggiungere per la manutenzione.

Su tutte le altre parti del tetto

  • Indossare sempre un imbracatura corredata di cintura di posizionamento (UNI EN 361-358) con attacco sternale e dorsale, cosciali e attacco ventrale)
  • Ancorarsi all’ancoraggio interno UNI 11578 tipo A con un cordino regolabile (per la lunghezza sufficiente all’operazione)
  • Accedere al piano di camminamento esterno tramite le finestre dell’abbaino della mansarda.
  • Collegarsi alla linea di ancoraggio rigida (UNI 11578 tipo. D), mediante un altro cordino regolabile della lunghezza sufficiente a trattenere l’operatore sul piano di camminamento
  • Sganciare il cordino precedentemente utilizzato per accedere in copertura e lasciarlo all’accesso per l’operazione di uscita.
  • Portarsi fino alla linea fissa FLESSIBILE verticale (UNI EN 352.2)
  • Ancorarsi alla linea rigida verticale mediante un ulteriore cordino regolabile (della lunghezza necessaria ad un movimento agevole).
  • Utilizzare gli appositi scalini di transito permanenti per risalire la falda fino al colmo dotato della linea orizzontale rigida di ancoraggio
  • Assicurarsi alla linea di ancoraggio rigida, mediante la fune di lavoro collegata all’attacco ventrale e dotata di dispositivo di risalita.
  • Collegare alla linea di ancoraggio rigida anche la fune ausiliaria di sicurezza dotata di dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2).
  • Collegare il dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2) all’attacco sternale.
  • Sganciare il cordino di collegamento precedentemente usato e lasciarlo alla linea rigida verticale per la successiva discesa sugli scalini di transito.
  • Portarsi sulla verticale rispetto al punto da raggiungere per la manutenzione per calarsi in sospensione.
  • Distendere le due funi lungo le falde ed utilizzare la tecnica di accesso al luogo di lavoro dall’alto mediante discensore (UNI EN 341).
  • Per uscire dal luogo di lavoro (uscita dall’alto) eseguire le operazioni all’ inverso mediante l’uso del dispositivo bloccante di risalita (UNI EN 12841).

Prescrizioni

  • Per passare dalla linea di ancoraggio rigida posta sul colmo delle falde principali a quella posta sul colmo dell’abbaino utilizzare un cordino doppio.
  • E’ possibile calarsi su tutti i punti delle falde, con la prescrizione di ancorarsi contemporaneamente mediante un cordino fisso di 2,00 m (UNI EN 354) in prossimità dei  bordi soggetti a trattenuta sfruttando gli appositi ancoraggi predisposti a 2,30 m dallo stesso.
  • Gli operatori dovranno essere in possesso dell'attestato di partecipazione al corso su funi.
  • Deve essere evitata l’esecuzione di lavori in quota con condizioni meteorologiche avverse.

Nota: Sistema di allarme e di recupero in caso di arresto caduta.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").