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SP 10 - Copertura a volta a pendenza variabile (da 0 a 50%)

COPERTURA A VOLTA a pendenza variabile (da 0 a 50%)

 

Nuova

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Copertura composta da quattro falde a volta e quattro corpi di fabbrica più bassi a copertura piana agli angoli.

 

Data la morfologia della copertura è necessario che per opere di manutenzione sia previsto, nelle zone a forte pendenza, un sistema individuale di posizionamento sul lavoro in modo da lavorare in tensione o sospensione.

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
3.00   3.00     3.00     3.00

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

Manti sdrucciolevoli

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • La finitura del manto di copertura è costituito da lamiere grecate in acciaio zincato e/o verniciato.
  • La morfologia delle falde,  presenta rischi di scivolamento e caduta dell’operatore e per tale motivo devono essere utilizzate tecniche operative di posizionamento sul lavoro mediante funi; in particolare nelle zone in prossimità dei bordi paralleli ai colmi la cui pendenza non consente di transitare in posizione eretta.
  • I terrazzi posti ai quattro angoli del fabbricato consentono di intervenire sui bordi della copertura posti in corrispondenza degli stessi di intervenire anche dal basso, mediante l’uso di un trabattello.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Non sono previste dotazioni ed attrezzature impiantistiche in copertura.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale”.
  • La tipologia della manutenzione ipotizzata sarà del tipo ispettivo e cioè indirizzata al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edili impiegate per il manto di copertura.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura. Attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall'altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda CR004

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004.

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso

SCELTE PROGETTUALI

  • verrà utilizzato come accesso uno dei lucernari del sottotetto; l’apertura è già progettata con misure superiori a quelle minime (70x80 cm) previste dalla norma (> 0,50 mq);
  • Trattandosi di un fabbricato di nuova costruzione, è previsto l’accesso in copertura solo da uno dei lucernari presenti in copertura in corrispondenza di una delle unità immobiliari poste al piano primo. E’ comunque possibile riproporre il sistema di accesso e transito fino al sistema principale di ancoraggio in corrispondenza di ogni lucernario presente in copertura per evitare tale servitù imposta su una delle unità immobiliari.

 

Sistema di protezione.

SCELTE PROGETTUALI

 

Ancoraggi

Sono stati previste due tipologie di ancoraggio

  1. sistema principale d’ancoraggio: linea di ancoraggio rigida orizzontale UNI 11578 tipo D,
  2. sistema secondario di ancoraggio: serie di ancoraggi supplementari per superfici inclinate  (UNI 11578 tipo A)

 

Sistema di accesso su funi  (equipaggiamento di sostegno in sospensione)

Il sistema previsto di posizionamento sul lavoro mediante fune è un sistema costituito da:

imbracatura (UNI EN 361) dotata di attacco dorsale e sternale, corredata da di cintura di posizionamento (UNI EN 358) con attacco centrale addominale e cosciali, connettori, linea di lavoro (fune semistatica UNI EN 1891-A), dispositivo di discesa (discensore UNI EN 12841 ), dispositivo bloccante di risalita su fune (UNI EN 12841).

 

Sistema di arresto caduta (equipaggiamento di sicurezza)

Il sistema ausiliario previsto (linea di sicurezza), ancorata separatamente alla linea di ancoraggio, è un sistema di arresto caduta costituito da:

imbracatura (UNI EN 361) (come sopra descritta), connettori, cordino di collegamento (L max = 1m), fune (UNI EN 1891-A) con dispositivo guidato UNI EN 353.2, ancorata alla linea rigida (utilizzata come linea di sicurezza ausiliaria a quella di posizionamento sul luogo di lavoro).

 

Sistema di trattenuta (per bordi soggetti a trattenuta)

Il sistema di trattenuta previsto è costituito da: imbracatura (come sopra descritta, con attacco dorsale), connettori e cordino fisso L max = 2,00 m collegato all’attacco dorsale e ad un ancoraggio fisso ove previsto.

 

 

 

 

 

MOTIVAZIONI

Il sistema principale di ancoraggio realizzato con una linea rigida (UNI 11578 tipo D) si è reso necessario per poter lavorare in posizionamento/sospensione sul lavoro senza alcuna freccia della linea d’ancoraggio.

Il sistema secondario di ancoraggio con ancoraggi fissi in prossimità dei bordi soggetti a trattenuta si è reso necessario per evitare l’effetto pendolo lungo il bordo laterale delle falde.

Il sistema secondario di ancoraggio, realizzato con ancoraggi fissi in prossimità dei bordi soggetti a trattenuta si è reso necessario per evitare l’effetto pendolo lungo il bordo laterale delle falde e in prossimità dei bordi ove il tirante d’aria non è sufficiente.

Il sistema di posizionamento sul lavoro realizzato con i componenti sopra descritti, è l’unica soluzione che, data la morfologia delle falde (a pendenza variabile), consente di posizionarsi calandosi in tensione/sospensione sul luogo che necessita di manutenzione, ove non è possibile mantenere una posizione eretta per il transito.

Il sistema di arresto caduta scelto consente, mediante il dispositivo guidato su fune, la possibilità di muoversi liberamente ove l’operatore può mantenere la posizione eretta e di fungere da sistema ausiliario di sicurezza a quello di posizionamento sopra descritto ove l’operatore data la pendenza non può transitare in posizione eretta.

Il sistema di trattenuta scelto consente in maniera semplice, mediante un ancoraggio puntuale ed cordino fisso (L=2,00 m), di realizzare la condizione di trattenuta, ove necessario.

 

VERIFICHE

Calcolo del tirante d’aria necessario al sistema di arresto caduta in caso di entrata in funzione oltre la falda

Scorrimento max del dispositivo guidato su fune = 1,00 m

NB: (non si aggiunge la lunghezza del cordino perché prevedendo il posizionamento sul lavoro mediante funi in tensione il fattore di caduta è pari a 0).

Altezza imbracatura piede dell’operatore = 1.5 m

Spazio di sicurezza residuo richiesto = 1 m

TOT = 1 + 1.50 + 1 = 3.50 m  (Tirante d’aria minimo necessario)

Verifiche:

Oltre i bordi paralleli alla linea di ancoraggio rigida:

3,50 m > 3,00 m (tirante d’aria non sufficiente; obbligo di lavorare in trattenuta sulla copertura)

Oltre i bordi posti perpendicolarmente alla linea di ancoraggio rigida::

3,50 m < 9,00 m (distanza libera di caduta disponibile in corrispondenza del colmo nel punto più alto)

3,50 m < 9,00 m (distanza libera di caduta disponibile nel punto più basso)

NB) si prescrive comunque di lavorare in trattenuta anche in prossimità di tali aree, utilizzando come ancoraggio il terminale della linea rigida ed un cordino L= 2,00 m; ciò al fine di evitare l’effetto pendolo lungo i bordi laterali della falda (vedi aree particolari).

 

Aree particolari.

 

AREE IN PROSSIMITA’ DEI TERRAZZI POSTI AGLI ANGOLI

Le aree in prossimità dei bordi soprastanti i terrazzi (dislivello=3 m), sono state dotate degli ancoraggi supplementari di trattenuta sopra descritti; ciò a causa dell’insufficiente tirante d’aria in corrispondenza degli stessi.

Per tali aree è prescritto l’obbligo di operare collegandosi contemporaneamente sia al sistema principale di ancoraggio che a quello ausiliario di trattenuta; ciò servirà ad impedire la caduta oltre il bordo.

 

AREE SOGGETTE A TRATTENUTA PER EVITARE L’EFFETTO PENDOLO

Le aree soggette ad effetto pendolo in caso di caduta oltre i bordi laterali della copertura sono state dotate di ancoraggi supplementari (UNI 11578) a cui ancorarsi contemporaneamente con un cordino fisso per evitare l’oscillazione in caso di caduta oltre il bordo.

Tale condizione di trattenuta è realizzabile anche sul colmo,  in prossimità della linea di ancoraggio rigida, mediante l’utilizzo di un cordino fisso ancorato all’estremità della linea stessa.

 

AREE CON OBBLIGO DI LAVORO IN SOSPENSIONE MEDIANTE DOPPIA FUNE

In tali aree, individuate con campitura a tratteggio, data la forte pendenza e la presenza del manto sdrucciolevole è obbligatorio

lavorare, oltre che con il sistema di arresto caduta sopra descritto, in sospensione mediante fune di sostegno in tensione.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

   Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
 X  Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2) X Discensore (UNI EN 12841)
       

 

Procedure e Prescrizioni

Procedure

ZONE DELLA COPERTURA RAGGIUNGIBILI IN POSIZIONE ERETTA

  • Indossare sempre un imbracatura (UNI EN 361) con attacco sternale e dorsale
  • Accedere al tetto tramite il lucernario.
  • Collegarsi mediante l’attacco sternale ed un cordino doppio agli appositi ganci di risalita per portarsi fino alla linea fissa rigida (UNI 11578 tipo D)
  • Collegare alla linea di ancoraggio rigida la fune di sicurezza dotata di dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2).
  • Collegare il dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2) all’attacco sternale; con tale dispositivo è possibile transitare su tutta le aree della copertura in cui è consentita la posizione eretta.

ZONE DELLA COPERTURA RAGGIUNGIBILI CON TECNICHE DI POSIZIONAMENTO IN SOSPENSIONE

  • Indossare sempre un imbracatura con cintura di posizionamento (UNI EN 358-361) con attacco sternale, dorsale, cosciali e attacco ventrale sulla cintura di posizionamento)
  • Assicurarsi alla linea di ancoraggio rigida, mediante la fune di lavoro collegata all’attacco ventrale e dotata di dispositivo di risalita.
  • Collegare alla linea di ancoraggio rigida anche la fune di sicurezza dotata di dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2).
  • Collegare il dispositivo guidato su fune (UNI EN 353.2) all’attacco sternale; la fune con dispositivo scorrevole ha in tal caso la funzione di fune ausiliaria di sicurezza.
  • Distendere le due funi lungo le falde ed utilizzare la tecnica di accesso al luogo di lavoro dall’alto mediante discensore (UNI EN 12841).
  • Portarsi sul punto da raggiungere per la manutenzione calandosi in sospensione.
  • Per uscire dal luogo di lavoro eseguire le operazioni all’inverso mediante l’uso del dispositivo bloccante di risalita (UNI EN 12841) applicato alla fune di lavoro.

Prescrizioni

  • E’ possibile raggiungere tutti i punti delle falde con le tecniche sopra descritte, con la prescrizione di ancorarsi contemporaneamente mediante un cordino fisso L max 2,00 m (UNI EN 354) in prossimità dei  bordi soggetti a trattenuta sfruttando gli appositi ancoraggi predisposti a 2,30 m dagli stessi bordi.
  • Gli operatori dovranno essere dotati di attestato di partecipazione a corso su funi.
  • Deve essere evitata l’esecuzione di lavori in quota con condizioni meteorologiche avverse.
  • Sarebbe opportuno segnalare direttamente in copertura con linee di demarcazione le aree in cui bisogna lavorare in trattenuta e le aree in cui è prescritto il transito con tecniche di posizionamento in sospensione sul lavoro.