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SP 07 - Copertura a Capanna a quote divere

COPERTURA A CAPANNA A QUOTE DIVERSE

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Si tratta della copertura di un edificio già esistente non dotato di accessi diretti sulla copertura costituiti da abbaini o lucernai.

La copertura risulta praticabile e rivestita con un manto in tegole di laterizio.

Su una delle falde è presente solo una canna fumaria non esistono altri elementi tecnologici da manutenere in copertura.

Le uniche operazioni previste sono delle ispezioni periodiche alla canna fumaria ed ai materiali di finitura del tetto.

Le distanze libere di caduta su quasi tutto il perimetro delle falde non consentono di avere un tirante d’aria sufficiente per la caduta libera mediante sistemi di arresto caduta.

Fa eccezione il bordo di una delle falde del padiglione centrale in corrispondenza del prospetto est (6.50 m).

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
3.00   2.70     3.00     3.00
2.20                6.50
3.00

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri
3. La differenziazione dei ganci UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

Dislivelli non protetti tra falde

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in laterizio “tegole marsigliesi” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficientemente ancorato al solaio.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione (compresa tra 15% e 50%).
  • Tale pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • L’altezza dei bordi della copertura rispetto al suolo, su quasi tutto il perimetro del fabbricato, risulta molto ridotta per arrestare una caduta; per tale motivo si cercherà di far lavorare prevalentemente l’operatore in trattenuta all’interno della superficie del tetto.
  • Il dislivello tra le falde a capanna laterali e il padiglione centrale non supera mai i 2 m di altezza; pertanto il transito e l’esecuzione in corrispondenza di tali bordi non verrà considerato lavoro in quota. Per tali bordi non saranno previsti ancoraggi di trattenuta per prevenire totalmente la caduta ma sarà consentita una caduta contenuta mediante il collegamento al sistema principale d’ancoraggio.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Non sono previste dotazioni ed attrezzature impiantistiche in copertura.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale” e derivanti da esigenze di pulizia della canna fumaria.
  • La tipologia della manutenzione ipotizzata (l’immobile non è dotato di manuale di manutenzione) sarà del tipo ispettivo e cioè indirizzata al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edili impiegate e alla pulizia/controllo della canna fumaria.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura. Attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004.

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso

 

SCELTE PROGETTUALI

Data la morfologia del tetto con vari dislivelli tra le falde, sono stati pensati più accessi in copertura:

- Come accesso principale in copertura verrà utilizzata la finestra già esistente al primo piano; apertura (90x180 cm) che supera le dimensioni minime richieste dalla norma;

- Per ognuna delle falde laterali a capanna è stato previsto l’accesso in corrispondenza di specifici punti dotati di ganci a cui ancorare delle scale a pioli, che ne costituiranno i relativi percorsi di accesso esterni.

-  Per la porzione centrale a capanna l’accesso è previsto in corrispondenza del colmo da una delle falde laterali a capanna; punto dotato di ancoraggi a cui è fissata una scala a pioli per superare il dislivello.

MOTIVAZIONI

La soluzione progettuale in merito agli accessi è scaturita dalle seguenti motivazioni:

- il fabbricato è già esistente e non è fattibile (per vincoli costruttivi) la realizzazione di lucernai (ciò avrebbe consentito la realizzazione di accessi interni diretti sulle singole falde, come previsto in via prioritaria dalla norma);

 

Sistema di protezione.

 

SCELTE PROGETTUALI

ancoraggi

Sono stati previste due tipologie di ancoraggio

  1. sistema principale d’ancoraggio:

Linee d’ancoraggio flessibili (UNI EN 11758 tipo cl. C) che meglio si adattano alla morfologia del tetto ed al sistema di arresto caduta scelto (vedi di seguito).

Caratteristiche (ipotesi progettuale):

ipotizzando una freccia della linea in base alla distanza tra i pali e con max 2 operatori ancorati contemporaneamente (dati da confrontare con la scheda tecnica della linea che verrà effettivamente istallata):

-   falde a capanna centrali e falda sul loggiato; interasse tra i pali di 7 m → freccia massima della linea 0,90 m

-   falde a capanna laterali; interasse tra i pali 5.20 m → freccia massima della linea 0.50 m

  1. sistema secondario di ancoraggio

serie di golfare a parete (UNI 11758 tipo A) di transito per portarsi al sistema principale di ancoraggio

serie di ganci fissi (UNI EN 517 B) in corrispondenza di bordi laterali delle falde soggetti a trattenuta

sistema di arresto caduta

Il sistema di arresto caduta previsto è costituito da: imbracatura (UNI EN 361), dispositivo guidato su cavo (UNI EN 353.2) con cordino L max = 1.00 m, collegato alla linea di ancoraggio flessibile.

VERIFICA TIRANTE D’ARIA FALDA CENTRALE (lunghezza linea 7,00 m)

Calcolo del tirante d’aria necessario al sistema (UNI EN 353-2 con UNI 11758 tipo C) dal bordo soggetto ad arresto caduta H=6,50 m:

Lunghezza cordino (su dispositivo UNI 353.2) = 1,00 m

Corsa del dispositivo guidato sul cavo = 1,00 m

Freccia max della linea di ancoraggio flessibile (2 operatori) = 0.90 m

Altezza imbracatura piede dell’operatore = 1.50 m

Spazio di sicurezza residuo richiesto = 1,00 m

TOT = 1 + 1 + 0,9 +1.5 + 1 = 5,40 m  (Tirante d’aria minimo necessario)

5,40 m < 6.50 m (distanza libera di caduta sufficiente dalla falda centrale posta ad est -NB: bordo soggetto ad arresto caduta)

5,40 m  > 2,20 m (distanza libera non sufficiente dalla falda centrale posta ovest – NB: bordo soggetto a trattenuta)

Nota: Sistema di allarme e di recupero in caso di arresto caduta.

Deve essere verificata la raggiungibilità dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

VERIFICA TIRANTE D’ARIA FALDE LATERALI  (lunghezza linea 5,20 m)

Calcolo del tirante d’aria necessario al sistema (UNI EN 353-2 con UNI 11758 tipo C) dai bordi H=3,00 m:

Lunghezza cordino (su dispositivo UNI 353.2) = 1,00 m

Corsa del dispositivo guidato sul cavo = 1,00 m

Freccia max della linea di ancoraggio flessibile (2 operatori) = 0,50 m

Altezza imbracatura piede dell’operatore = 1.50 m

Spazio di sicurezza residuo richiesto = 1,00 m

TOT = 1 + 1 + 0,5 +1.5 + 1 = 5,00 m  (Tirante d’aria minimo necessario)

5,00 m  > 3,00 m (distanza libera non sufficiente dalla falda centrale posta ovest – NB: bordi soggetti a trattenuta)

 

 

Sistema di trattenuta (per i bordi soggetti a trattenuta)

Il sistema di trattenuta, sui bordi paralleli alle linee di ancoraggio flessibili, è realizzabile con: imbracatura (UNI EN 361), dispositivo guidato su fune (UNI EN 353-2) collegato con connettore (UNI EN 362) alla linea di ancoraggio (UNI  11758 tipo C) con blocco del dispositivo scorrevole o realizzazione di un fine corsa sul cavo alle distanze previste in pianta.

Il sistema di trattenuta previsto, sui bordi perpendicolari alle linee di ancoraggio (bordi lato nord e sud), è costituito da: imbracatura (UNI EN 361), collegata con connettori (UNI EN 362) ed cordino fisso (UNI EN 354) a punti di ancoraggio fissi (UNI EN 517 B).

 

MOTIVAZIONI

 

Il sistema principale di ancoraggio con linea flessibile (UNI 11758 tipo C) è stato scelto perchè meglio si adatta alla morfologia delle tetto e all’utilizzo del dispositivo (UNI EN 353.2) come componente del sistema di arresto caduta.

L’utilizzo di tale dispositivo consente, inoltre, di lavorare (ove necessario) costantemente in trattenuta lungo un bordi paralleli alla linea di ancoraggio, senza la necessità di installare ulteriori ancoraggi in prossimità del bordo stesso.

 

Il sistema di arresto caduta scelto, consente mediante il dispositivo guidato su fune buona libertà di movimento sulla copertura e buona compatibilità nello scorrimento del connettore sulla linea di ancoraggio flessibile.

È un sistema che, riesce ad arrestare un’eventuale caduta in prossimità dell’unico bordo soggetto a caduta con un tirante d’aria inferiore alla distanza libera di caduta disponibile.

È un sistema che per i bordi paralleli alle linee di ancoraggio, dove la distanza libera di caduta non è sufficiente, consente di mantenere la condizione di trattenuta con il semplice blocco del dispositivo guidato o con la realizzazione di un fine corsa sulla fune (vedi procedure e prescrizioni).

 

Il sistema di trattenuta, realizzato sia con punti di ancoraggio supplementari a cui fissare il cordino sia con la realizzazione del fine corsa sul dispositivo guidato, è stata individuata come soluzione rapida ed immediata per far lavorare l’operatore in trattenuta ove occorre.

 

Aree soggette a prescrizioni particolari

 

AREE IN PROSSIMITA’ DI DISLIVELLI TRA LE FALDE

In prossimità di dislivelli inferiori a 2 m viene previsto l’obbligo di operare collegati solo agli ancoraggi principali mediante il sistema di arresto caduta sopra descritto che servirà a contenere la caduta sulla superficie del tetto.

Nelle aree in prossimità di dislivelli tra le falde superiori a 2 m vi è l’obbligo di lavorare in trattenuta con i sistemi di trattenuta sotto descritto.

 

AREE SOGGETTE A TRATTENUTA

Nelle aree individuate con la campitura grigia sussiste l’obbligo di operare in trattenuta rimanendo ancorati oltre al sistema principale di ancoraggio anche agli ancoraggi supplementari mediante un cordino (lunghezza max 2.00 m); ciò a causa della non sufficiente distanza libera di caduta sotto il bordo della falda.

AREE RAGGIUNGIBILI DAL BASSO

Sono le aree non raggiungibili in trattenuta sulla falda ma per le quali si può effettuare la manutenzione mediante allestimento di opere provvisionali dal basso.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    
       

 Procedure e Prescrizioni

1) SULLA FALDA DEL LOGGIATO

Procedure

  • Accedere alla falda tramite la finestra posta al primo piano
  • indossare sempre un imbracatura collegata mediante un cordino L=2.00 m al sistema principale di ancoraggio costituito linea flessibile
  • E’possibile raggiungere con le braccia una distanza valutata di 2,60 m dalla linea.

Prescrizioni

  • Muoversi lungo la linea ancorati esclusivamente con un cordino fisso ancorato all’anello dorsale dell’imbracatura.
  • Per manutenzioni da eseguire oltre la fascia di 2.60 m operare dal basso.
  • Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche che mettano in pericolo la sicurezza dei lavoratori.

2) SULLE FALDE A CAPANNA DEI CORPI DI FABBRICA LATERALI

Procedure

  • Accedere alle falde mediante le apposite scale a pioli opportunamente ancorate alla zona di sbarco.
  • Ancorarsi con un cordino doppio al primo gancio disposto sulla gronda una volta raggiunta la zona di sbarco.
  • Risalire la falda con l’utilizzo del cordino doppio ancorandosi ed utilizzando come punti di risalita gli ancoraggi a parete 1 e 2 e portarsi fino sistema principale di ancoraggio costituito dalla linea flessibile (UNI UNI 11758 tipo  C).
  • Una volta ancorati alla stessa mediante il dispositivo guidato su cavo (UNI EN 353-2) è possibile muoversi sulle due falde rimanendo sempre ancorati

Prescrizioni

  • In prossimità dei bordi soggetti a trattenuta paralleli alla linea di ancoraggio attivare il meccanismo di blocco del dispositivo scorrevole su cavo a 4,70 m dal bordo; in modo da lavorare in trattenuta con la rimanente lunghezza del cordino (max 1,00 m).
  • In alternativa creare un fine corsa al dispositivo scorrevole su cavo mediante la realizzazione un nodo sulla fune del dispositivo (UNI EN 353-2) ad una distanza di 4,70 m dall’estremità ancorata alla linea (UNI UNI 11758 tipo  C).
  • Nelle aree in prossimità dei bordi soggetti a trattenuta posti perpendicolarmente alle linee di ancoraggio è obbligatorio ancorarsi anche agli appositi ganci supplementari di trattenuta mediante l’ausilio di un cordino fisso L=2,00m.
  • Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche che mettano in pericolo la sicurezza dei lavoratori.

3) SULLE FALDE A CAPANNA DEL CORPO CENTRALE DI FABBRICA

Procedure

  • Accedere alla falda mediante l’apposita scala a pioli opportunamente ancorata alla zona di sbarco.
  • Ancorarsi con un dispositivo (UNI EN 353-2) alla linea (UNI 11758 tipo  C) una volta raggiunta la zona di sbarco.
  • Una volta ancorati alla stessa mediante il dispositivo guidato su cavo (UNI EN 353-2) è possibile muoversi sulle due falde rimanendo sempre ancorati.

Prescrizioni

  • Nelle aree campite di grigio sulle falde attivare il meccanismo di blocco del dispositivo scorrevole su cavo  a 3.40 m bordo in modo da lavorare in trattenuta con la rimanente lunghezza del cordino 1,00 m.
  • In alternativa creare un fine corsa al dispositivo scorrevole su cavo mediante la realizzazione un nodo sulla fune del dispositivo (UNI EN 353-2) ad una distanza di 3,40 m dall’estremità ancorata alla linea (UNI 11758 tipo  C).
Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche che mettano in pericolo la sicurezza dei lavoratori