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SP 16 -Copertura a Mansarda su pianta rettangolare

COPERTURA A MANSARDA SU PIANTA RETTANGOLARE

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

L’edificio si compone di un corpo di fabbrica  a pianta rettangolare, che si sviluppa su cinque piani fuori terra, coperto da un tetto a falde inclinate fortemente inclinate, a mansarda. I corpi scale, aggettanti rispetto al filo facciata, sono coperti da tetti  a capanna. Sul tetto ci sono due camini. Sul lato sud sono presenti balconi.

Presente all’ultimo piano un percorso di rigiro, sprovvisto di parapetto, di larghezza sufficiente per poter diventare un percorso/transito sicuro.

Il manto di copertura è costituito elementi in rame saldati e/o rivettati con una inclinazione anche superiore al 50%.

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est

2.40   15.00     15.00    15.00

4.10    2.40      4.10      2.40

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri


 

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

-

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
 Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in rame è caratterizzato da una scarsissima resistenza allo scivolamento
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%) nella porzione superiore; l’inclinazione è invece elevatissima nei fianchi (superiore al 50%. La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • La presenza dei due corpi scale emergenti, con conseguenti dislivelli fra falde, può provocare l’impatto da parte dell’operatore in caso di scivolamento.
  • L’accesso da percorso sicuro è individuato in uno dei due corpi scale, poiché la morfologia dello stesso consente l’apertura di un vano a norma per il passaggio dell’operatore e delle attrezzature.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” e “ispettiva”), sono indirizzate al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edilizie impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione e alle necessità di controllo delle componenti impiantistiche.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “ispettivo” e “occasionale”, derivanti dalle esigenze di risanamento del manto, di manutenzione e/o pulizia della canna fumaria e delle gronde e di manutenzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza di proprietà.e pertinenza interna di proprietà.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura (gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,60 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, schedaCOPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004).

 

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.
Il punto d’accesso è stato individuato in uno dei due corpi scale. E’ stata creata un’apertura a parete (vano porta) accessibile dall’interno mediante scale fissa. Attraverso una serie di scalini di transito (UNI EN 516) e di linee inclinate rigide (UNI EN 353-1) si arriva al sistema anticaduta principale che risulta costituito da una linea orizzontale rigida UNI EN 11578 tipo D lungo il colmo principale; le coperture dei corpi scale sono provviste di un paletto rotante UNI 11578 tipo A  a cui l’operatore si aggancia senza mai staccarsi dal sistema principale. Il sistema di accesso mediante corda (UNI EN 363 -4.2.2) consente l’accesso al luogo di lavoro in tensione e/o in sospensione, permettendo le lavorazioni dall’alto in basso e consentendo gli spostamenti laterali


Sistema di protezione.

Nel sistema di posizionamento sul lavoro ai sensi della UNI EN 363, generalmente si affianca all’equipaggiamento per il sostegno individuale dell’operatore un sistema ausiliario di arresto caduta: in questo caso è stata preferita una linea rigida sul colmo e sulle falde, associata ad un sistema di passerelle, perché meglio si adattano alla morfologia del tetto; sulle falde si poteva prevedere in alternativa un sistema UNI EN 353.2 di tipo flessibile.
Al sistema di protezione principale è stato affiancato un sistema ausiliario di pali /ancoraggi sulle coperture dei corpi scale.
Si prevede l’uso di un DPI costituito da funi e doppio cordino. Dovrebbe essere considerata la possibilità di includere una seduta per il
confort e la stabilità.


Aree particolari.
Sono quelle in cui si ravvede un rischio aggravato dalla posizione del soggetto rispetto alle altezze di caduta e all’effetto pendolo. Qui è previsto l’uso del doppio cordino di trattenuta, L.max 2.00 m.  Si segnala  che nell’area dal lucernario al punto in cui inizia il sistema anticaduta principale, la sicurezza dell’operatore è data inizialmente dall’ancoraggio con cordino di lunghezza non superiore a 2.00 m.

Piano di evacuazione.

Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
  Piani di camminamento    
 X Scalini posapiede    
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

   Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
 X  Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    dispositivo di discesa (o discensore)   (UNI EN 341-A)
   Funi semistatiche (di lavoro e di sicurezza)(UNI EN 1891-A)    dispositivo di risalita su fune (UNI EN 567)
  1. L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura, dotarsi di doppio cordino di lunghezza massima pari a 2m. e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2, ed essere provvisto di funi per la manutenzione in sospensione.
  2. Sarebbe auspicabile dotare l’equipaggiamento individuale di una seduta per il confort e la stabilità.
  3. Dall’interno del vano scale l’operatore, legato ad un ancoraggio interno al vano porta, si aggancia al sistema ausiliario di arresto caduta (UNI EN 353.1) prima dello sbarco sul ballatoio.
  4. Una volta legato alla linea rigida, sgancia il doppio cordino dal'ancoraggio interno del vano scale e attraverso una serie di scalini posapiede (UNI EN 516), raggiunge il sistema principale sul colmo del tetto.
  5. Dal sistema principale mediante le funi si calerà sull’area oggetto di manutenzione, lavorando in sospensione.
  6. Dalla linea di colmo si può raggiungere in sicurezza qualunque punto della copertura mediante dispositivi di tipo guidato. Il sistema adottato consente di lavorare fra posizioni più alte e più basse e può permettere lo spostamento laterale.
  7. Su tutta la superficie del tetto l’operatore non può mai sganciarsi dal sistema principale.
  8. Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max 2,00 m) ai punti di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.
  9. Il bordo di congiunzione tra le due diverse pendenze è tagliente; si dovrà porre la massima attenzione allo sfregamento delle funi o provvedere a mettere una protezione.
  10. Non è previsto l’uso del sistema anticaduta con condizioni meteorologiche avverse