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SP 03- Copertura a Padiglione

 

 

COPERTURA A PADIGLIONE

 

Nuova

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Il fabbricato presenta una copertura di tipo a padiglione con lanterna centrale e manto in laterizio avente pendenza inferiore al 50%.
Sulla superficie del tetto principale risulta presente un camino.

Lungo le facciate, poste a quote inferiori, si trovano una tettoia e una terrazza a tasca.
La distanza libera di caduta, misurata tra  la linea di gronda e il piano di campagna, varia in funzione della presenza dei diversi elementi architettonici.
Per una  corretta messa in sicurezza della copertura e un’adeguata progettazione del sistema anticaduta, occorre tener conto della minima distanza di caduta libera rispetto ai lati del fabbricato e al dislivello tra i tetti.

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
2.00    3.50    7.50    7.50

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

-

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in laterizio “coppi ed embrici” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficiente ancoraggio al solaio.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%). La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • Distanza minima di caduta: H. 2,00 m lungo la facciata laterale con terrazza a tasca, e H. 3,50 m in corrispondenza della tettoia d’ingresso.
  • Sono previste dotazioni impiantistiche relative alla ricezione del segnale video ed un camino.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” e “ispettiva”), sono indirizzate al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edilizie impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione e al controllo dei sistemi di ricezione video.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale” e “ispettive”, derivanti da possibili esigenze di risanamento del manto, di pulizia della canna fumaria e delle gronde, e di ripristino o sostituzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

 

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura (gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità). Vedi criteri progettuali, scheda CR004

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,60 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:   

Accesso.

Il punto di accesso alla copertura è localizzato in corrispondenza dell’abbaino. In prossimità dello stesso, sono presenti tre ancoraggi di risalita (il primo è previsto a 60 cm dall’affaccio) attraverso i quali l’operatore, mediante doppio cordino riducibile con L max .2,00 m e successive manovre di aggancio/sgancio, può raggiungere il sistema di ancoraggio principale installato sul punto di intersezione tra le falde.

Sistema di protezione.

La copertura risulta a pianta quadrata con falde a padiglione. Per questa tipologia di tetto è stato previsto un sistema di protezione principale costituito da un Palo Rotante UNI 11578 tipo A, installato sul punto centrale.

Per il dispositivo di protezione anticaduta, si prevede l’uso di un sistema guidato associato a un doppio cordino riducibile, di lunghezza max 2,00 m, che consenta di operare in condizioni di trattenuta lungo i lati del fabbricato con ridotte dimensioni della distanza libera di caduta (3,50 m. sul fronte d’ingresso e 2,00 m lungo il fronte laterale con terrazza a tasca).

In tali aree, evidenziate nella planimetria di riferimento con una campitura grigio chiara, per realizzare le condizioni di trattenuta, l’operatore dovrà provvedere all’ancoraggio aggiuntivo del doppio cordino agli ancoraggi di deviazione.

Aree particolari.

Di particolare importanza risulta essere l’area antistante il punto di accesso dall’abbaino (area campita in colore grigio scuro). Qui la ridotta distanza dal bordo di copertura (uguale a 1,50 m),.e l’altezza minima dal punto di possibile impatto con la tettoia sottostante (uguale a 3,50 m), determinano l’esigenza di provvedere, per l’ancoraggio al primo gancio di risalita, a una riduzione del cordino (da 2,00 m a 1,20 m) al fine di operare in trattenuta.

Altra area particolare è quella relativa alle porzioni angolari. Qui, nonostante fosse stato sufficiente installare un solo ancoraggio centrale per ognuno dei puntoni, posto a una distanza di 2,60 m. rispetto allo spigolo esterno della copertura, a causa delle oggettive difficoltà legate alla perforazione degli elementi di colmo in laterizio, sono stati previsti due ganci laterali posti in corrispondenza delle falde. La differenziazione degli ancoraggi UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta.

In questo caso, per garantire le medesime condizioni di lavoro in trattenuta (non oltrepassare il bordo di possibile caduta), l’operatore, rimanendo assicurato al sistema di protezione principale con il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio al gancio sulla falda su cui opera.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    
       

 

Procedure - prescrizioni

  1. L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura, dotarsi di doppio cordino riducibile di lunghezza massima pari a 2,00m. e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2.
  2. Dal punto di accesso localizzato in corrispondenza dell’abbaino, dopo aver ridotto uno dei cordini ad una lunghezza max. di 1,20 m,  si aggancia al primo ancoraggio (n° 1) posto in prossimità dello sbarco. Quindi attraverso gli ancoraggi numerati con 2 e 3, procedendo con successive manovre di aggancio/sgancio del doppio cordino riportato a lunghezza max di 2,00 m, dovrà raggiungere il sistema di protezione principale posto alla confluenza tra le falde e collegare ad esso il dispositivo guidato su fune flessibile .
  3. Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al   sistema di protezione principale mediante il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (con lunghezza max 2,00 m. per le aree con campitura grigio chiaro e lunghezza max 1,20 m per l’area con campitura grigio scuro) ai punti di trattenuta previsti in prossimità del bordo di copertura rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.
  4. Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche avverse.
  5. Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni.