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SP 15 - Copertura a falde inclinate a gronda costante pianta rettangolare

COPERTURA A FALDE INCLINATE A GRONDA COSTANTE PIANTA RETTANGOLARE

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

L’edificio si compone di un corpo di fabbrica  a pianta rettangolare, che si sviluppa su cinque piani fuori terra, coperto da un tetto di tipo tradizionale a falde inclinate a gronda costante. I corpi scale, aggettanti rispetto al filo facciata, sono coperti da tetti  a capanna. Su di un lato  sono presenti balconi; al piano attico è presente una terrazza con parapetto di rigiro continuo. Sul tetto ci sono due camini e 2 lucernari.

Il manto di copertura è costituito da tegole marsigliesi con una inclinazione inferiore al 50%.

E’ obbligatorio lavorare in trattenuta lungo tutto il perimetro della copertura per la presenza del parapetto in muratura, essendo l’altezza di caduta libera  in ogni punto inferiore a 4.50 m, che è l’altezza minima necessaria per arrestare una caduta (vedi criteri progettuali scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)).

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
2.40    1.40      2.40      1.40

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri


 

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

-

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
 Isolato

 

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in laterizio  a “tegole marsigliesi” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficiente ancoraggio al solaio
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%). La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • Distanza minima di caduta : H. 2,00 m lungo tutto il perimetro per la presenza della terrazza.
  • L’accesso da percorso sicuro è individuato nel tetto a livello delle falde principali, poiché la morfologia dello stesso consente l’apertura di un vano a norma per il passaggio dell’operatore. Non si è scelto di far accedere l’operatore alla copertura dalla terrazza per evitare una servitù alle proprietà del piano attico.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” e “ispettiva”), sono indirizzate al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edilizie impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione e al controllo delle gronde e dei sistemi di ricezione video.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale” e “ispettiva”, derivanti da possibili esigenze di risanamento del manto, di pulizia della canna fumaria e delle gronde, e di ripristino o sostituzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, prospiciente frontalmente la pubblica via e lateralmente pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le  attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura (gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004).

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.
La posizione del punto d’accesso consente di prevedere il primo punto di ancoraggio direttamente al paletto strutturale e/o linea vita, direttamente accessibile dallo sbarco in copertura (distanza raggiungibile dal braccio dell’operatore pari a circa 0,60 m.).

E’ stata creata un’apertura a tetto accessibile dall’interno mediante scala fissa: l’infisso del lucernario dovrà essere dotato di vetro antisfondamento, per la vicinanza alla linea vita.  Il sistema anticaduta principale risulta costituito da una linea UNI 11578 tipo C lungo il colmo principale. Dal sistema principale si può raggiungere con facilità qualunque punto della copertura, agganciandosi nelle aree a rischio particolare agli ancoraggi ausiliari di trattenuta, ancoraggi UNI 11578 tipo A.


Sistema di protezione.

La scelta di un sistema di trattenuta rispetto all’arresto della caduta deriva dalla ridotta distanza libera di caduta in corrispondenza di tutto il perimetro per la presenza del parapetto continuo della terrazza: in caso di caduta, infatti, l’operatore potrebbe impattare sulla cimasa  che sporge al di fuori della linea di proiezione della gronda del tetto. E’ stata preferita una linea flessibile  sul colmo perché si adatta meglio alla morfologia del tetto.

Al sistema di protezione principale è stato affiancato un sistema ausiliario di ancoraggi poiché il  tirante d’aria è insufficiente.

Si prevede l’uso obbligatorio di un DPI costituito da un sistema guidato UNI 353.2 associato a un doppio cordino di lunghezza max 2.00 m che consente di operare in condizioni di trattenuta lungo tutte le aree individuate a rischio particolare. L’uso di un dispositivo di tipo guidato è data anche dalla complessità morfologica della copertura: esso infatti consente di controllare sempre la posizione più sicura per l’operatore, a condizione che questi sia formato ed informato circa il corretto utilizzo del dispositivo stesso.

Il suddetto sistema di trattenuta può anche essere, in alternativa, sostituito con un dispositivo di tipo retrattile aumentando però il numero di ancoraggi ausiliari ai quali l’operatore si dovrà sempre ancorare con doppio cordino. Questa seconda ipotesi è antieconomica rispetto alla soluzione adottata.

Aree particolari.
Sono quelle in cui si ravvede un rischio aggravato dalla posizione del soggetto rispetto alle altezze di caduta e all’effetto pendolo. Qui è previsto l’uso del doppio cordino di trattenuta, L.max 2.00 m.  Si segnala  che nell’area dal lucernario al punto in cui inizia il sistema anticaduta principale, la sicurezza dell’operatore è data inizialmente dall’ancoraggio con cordino di lunghezza non superiore a 2.00 m.

Piano di evacuazione.
In questo caso non è previsto perché il sistema di protezione della copertura prevede solo la trattenuta.

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
  Piani di camminamento    
  Scalini posapiede    
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

 X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    dispositivo di discesa (o discensore)   (UNI EN 341-A)
   Funi semistatiche (di lavoro e di sicurezza)(UNI EN 1891-A)    dispositivo di risalita su fune (UNI EN 567)

Procedure e Prescrizioni

  1. L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura e dotarsi di doppio cordino di lunghezza pari a 2,00 m e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2.
  2. Dall’accesso sicuro, prima di sbarcare in copertura,  l’operatore si ancora direttamente al sistema principale raggiungibile col braccio (linea  UNI 11758 tipo C), con cordino di lunghezza non superiore a 2,00 m.
  3. Sempre legato al sistema principale, mediante successive manovre di aggancio/sgancio, può raggiungere in sicurezza qualunque  porzione di copertura, mediante dispositivi di tipo guidato.
  4. Su tutta la superficie del tetto non può mai sganciarsi dal sistema principale.
  5. Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max 2,00 m) ai punti  di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.
  6. Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche avverse.
  7. Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti, è necessario delimitare e/o segnalare l’area della terrazza sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni.