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SP 12 - Copertura a capanna su pianta rettangolare con due falde inclinate

COPERTURA A CAPANNA SU PIANTA RETTANGOLARE CON DUE FALDE INCLINATE

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

L’edificio si compone di un corpo di fabbrica a pianta rettangolare, che si sviluppa su cinque piani fuori terra, coperto da un tetto di tipo tradizionale a due falde a capanna.  I corpi scale, aggettanti rispetto al filo facciata, sono coperti da tetti a padiglione. Su di un lato  sono presenti balconi.  Sul tetto ci sono due camini.

Il manto di copertura è costituito da tegole marsigliesi con una inclinazione inferiore al 50%.
E’ obbligatorio lavorare in trattenuta sul lato che presenta i balconi, essendo l’altezza di caduta libera inferiore a 4.50 m. E’ consigliato lavorare con sistema di arresto caduta anche in corrispondenza delle coperture dei corpi scale.

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
2.50    15.00    15.00    15.00

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

 

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in laterizio “tegole marsigliesi” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento ed è sufficientemente stabile.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media compresa tra 15% e 50%. La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • La presenza dei due corpi scale emergenti, con conseguenti dislivelli fra falde, potrebbe  provocare l’impatto da parte del manutentore a seconda della posizione dei pali strutturali intermedi: in caso di scivolamento, infatti, l’operatore tende a scivolare verso il centro della linea compresa fra due pali a cui è agganciato.
  • Distanza minima di caduta : H.2,00 m lungo la facciata laterale per la presenza dei balconi.
  • L’accesso da percorso sicuro è individuato nei corpi scale a livello delle falde principali, sulle pareti perimetrali, poiché l’altezza delle stesse consente l’apertura di un vano a norma per il passaggio dell’operatore.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” e “ispettiva”), sono indirizzate al monitoraggio del comportamento nel tempo delle componenti edilizie impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione e al controllo dei sistemi di ricezione video.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “occasionale” e “ispettive”, derivanti da possibili esigenze di risanamento del manto, di pulizia della canna fumaria e delle gronde, e di ripristino o sostituzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, separata da area pubblica mediante pertinenza di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le attività manutentive in copertura non attivano rischi all’intorno.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura (gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004.

 

 


  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.
La posizione del punto d’accesso consente di prevedere un unico punto di ancoraggio, direttamente accessibile dallo sbarco in copertura (distanza raggiungibile dal braccio dell’operatore). E’ stata creata un’apertura a parete sul muro perimetrale del corpo scale e non un’apertura a tetto sui padiglioni, per evitare di creare un punto di discontinuità strutturale della copertura stessa. Attraverso una serie di ancoraggi  (1 – 2) si arriva al sistema anticaduta principale, posizionato lungo la linea del colmo, che risulta costituito da una linea UNI 11578 tipo C.


Sistema di protezione.

La scelta di un sistema di trattenuta rispetto all’arresto della caduta deriva dalla ridotta distanza libera di caduta in corrispondenza dei balconi. Altrove l’altezza del fabbricato consente l’azionamento della protezione prima dell’impatto a terra, ma deve essere previsto l’intervento di recupero dell’operatore entro i trenta minuti. E’ stata preferita una linea flessibile  sul colmo della capanna ed il palo rotante sui padiglioni dei corpi scale perché  meglio si adattano alla morfologia del tetto.

Al sistema di protezione principale è stato affiancato un sistema ausiliario di ancoraggi nel lato dove c’è un tirante d’aria insufficiente e/o la possibilità di effetto pendolo (testate).

Quale caso particolare si segnala l' ancoraggio ausiliario in prossimità dei corpi scala solo laddove è necessario: poiché è noto che in caso di scivolamento l’operatore tende a scivolare verso  il centro  della corda compresa fra due pali della linea vita a cui è agganciato,  analizzando in figura la posizione dei pali strutturali intermedi, si evince che solo da un lato del corpo scale è individuato questo rischio di eventuale impatto dell’operatore sul corpo di fabbrica emergente (area evidenziata in grigio); sull’altro lato del corpo scale, in caso di scivolamento verso il centro della corda l’operatore si troverebbe in un’area priva di rischi aggiuntivi e pertanto soggetta solo ad arresto caduta.

Si prevede l’uso di un DPI costituito da un sistema guidato UNI 353.2 associato a un doppio cordino di lunghezza max 2.00 m che consente di operare in condizioni di trattenuta lungo le porzioni angolari e lungo tutte le aree individuate a rischio particolare.

Aree particolari.
Sono quelle in cui si ravvede  un rischio aggravato dalla posizione del soggetto rispetto alle altezze di caduta e all’effetto pendolo. In particolare si segnalano: prossimità dei corpi di fabbrica aggettanti delle scale e in prossimità degli angoli del corpo di fabbrica principale. Qui è previsto l’uso del doppio cordino di trattenuta, L.max 2.00 m.

Si segnala l’area dall’ancoraggio 1, all’ancoraggio 2, alla linea vita, in cui la sicurezza dell’operatore è data dall’ancoraggio con cordino di lunghezza 2.00 m.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
  Piani di camminamento    
X Scalini posapiede    
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

 X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)  X  Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    dispositivo di discesa (o discensore)   (UNI EN 341-A)
   Funi semistatiche (di lavoro e di sicurezza)(UNI EN 1891-A)    dispositivo di risalita su fune (UNI EN 567)

 Procedure e Prescrizioni

  1. L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura e dotarsi di doppio cordino di lunghezza massima pari a 2 m e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2.
  2. Dall’accesso sicuro, prima di sbarcare in copertura, l’operatore si ancora al primo ancoraggio da tetto (UNI 11578 tipo A)  posto ad una distanza di circa 0.60 m. e quindi raggiungibile col braccio.
  3. Sempre legato, mediante successive manovre di aggancio/sgancio dovrà raggiungere il sistema di ancoraggio principale della copertura (linea UNI 795 classe C) posizionato lungo la linea di colmo. Dalla linea di colmo si può raggiungere in sicurezza qualunque punto della copertura mediante dispositivi di tipo guidato.
  4. Al palo rotante sopra i tetti dei corpi scale si accede attraverso gli scalini posapiede (UNI EN 516).
  5. Su tutta la superficie del tetto l’operatore non deve mai sganciarsi dal sistema principale.
  6. Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max 2,00 m) ai punti  di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.
  7. Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche avverse.
  8. Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni.