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SP 02 - Copertura a Capanna a falde sovrapposte

 

 

COPERTURA A CAPANNA A FALDE SOVRAPPOSTE

 

Esistente

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Il fabbricato presenta una copertura a doppia falda inclinata con manto in laterizio. le due superfici del tetto, aventi inclinazione inferiore al 50%, sono poste a quote diverse, distanti tra loro 1,50 m.

Sulla porzione più alta risultano installati alcuni pannelli solari mentre sull’altra sono presenti un camino e un abbaino.

Lungo le facciate, poste ad altezza inferiore, si trovano una tettoia e una terrazza a tasca. La distanza libera di caduta, misurata tra  la linea di gronda e il piano di campagna, varia in funzione della presenza dei diversi elementi architettonici, raggiungendo il valore minimo in corrispondenza della terrazza a tasca.

Per Procedere a una corretta progettazione del sistema anticaduta dovremo tener conto proprio di questa distanza:

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
2.00    3.50      7.50      9.00

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri

 

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza Strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

-

Dotazioni

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro
Operativa

Occasionale

Ispettiva

Contesto


Isolato

   

 

 

 

 

 

 

Esiti delle analisi:


Caratteristiche della copertura:

  • Parte della copertura presenta una superficie non calpestabile dovuta alla presenza dei pannelli solari.
  • Il manto di copertura in “coppi ed embrici” di laterizio, è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficiente ancoraggio al solaio.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%). La pendenza determina rischi di scivolamento dell’operatore e di rotolamento in caso di inciampo.
  • Distanza minima di caduta: H. 2,00 m lungo la facciata laterale , in corrispondenza della terrazza a tasca.
  • La copertura presenta, in corrispondenza del colmo, un dislivello tra le falde di 1,50 m
  • In copertura è presente un impianto a pannelli solari, oltre ad un camino e un abbaino.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” , “ispettiva” e “operativa), sono indirizzate al monitoraggio dello stato di funzionamento degli impianti, al comportamento nel tempo delle componenti edili impiegate, alla verifica dello stato di ostruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione, alle necessità di controllo delle componenti impiantistiche.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “ispettivo” e “occasionale” per quanto attiene le esigenze di risanamento del manto, di pulizia della canna fumaria e delle gronde e di ripristino o sostituzione delle componenti impiantistiche dei sistemi di ricezione video; di tipo “operativo” per possibili esigenze di ripristino e sostituzione  di componenti dell’impianto solare.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato, prospiciente frontalmente la pubblica via e lateralmente pertinenza interna di proprietà.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le attività manutentive in copertura potrebbero causare rischi di schiacciamento derivanti dalla caduta di oggetti dall’alto, lungo il lato sulla pubblica via.

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,60 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004.

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.
Il punto di accesso alla copertura è localizzato in apertura verticale sull’abbaino (conforme all’art.9 comma 2 DPGRT 75/r del 2013).

In prossimità dello stesso sono presenti  tre ganci di risalita attraverso i quali, l’operatore, mediante doppio cordino di 2,00 m e successive manovre di aggancio/sgancio, deve raggiungere, attraverso una scala fissa a gradini il sistema di ancoraggio principale installato sulla falda più alta.


Sistema di protezione.

Si prevede l’uso di un sistema guidato associato a  un doppio cordino riducibile,  di lunghezza max  2,00 m, che consenta di operare in condizioni di trattenuta lungo i lati del fabbricato con ridotte dimensioni della distanza libera di caduta (3,50 m  sul fronte d’ingresso e 2,00 m lungo il fronte laterale con terrazza a tasca).

La presenza dei pannelli solari su  una delle falde, posti a 1,50 m dal bordo di copertura, determina la necessità di applicare gli ancoraggi di deviazione a una distanza inferiore a quella consigliata (2,30 m ).
In tali aree, evidenziate nella planimetria di riferimento con una campitura grigio scuro, per realizzare le condizioni di trattenuta, l’operatore dovrà provvedere a una riduzione del cordino fino ad una lunghezza di 1,50 m

Il sistema di protezione principale è costituito da una linea vita UNI EN 11578 tipo C, installata sul colmo della falda più alta, idonea alla presenza contemporanea di 2 persone per consentire la manutenzione/movimentazione dei pannelli solari.

La distanza tra gli ancoraggi di trattenuta, posti in corrispondenza dei lati con ridotto valore del tirante d’aria (verso la tettoia e la terrazza a tasca), sono stati posizionati ad una distanza, tra loro, che non supera i m 2,30 necessari all’operatore per effettuare le operazioni di aggancio/sgancio in condizioni di totale sicurezza.

Aree particolari.
Sono quelle prospicienti altezze inferiori a 4.50 m, quelle angolari per possibile insorgenza dell’effetto pendolo e quelle ad uso pubblico sottostanti le falde oggetto di manutenzione nelle quali potrebbero verificarsi rischi di schiacciamento per caduta di oggetti dall’alto.

La presenza di una superficie occupata dall’impianto a pannelli solari, non calpestabile, che necessita di una manutenzione periodica, costituisce un’ aggravante nella manutenzione complessiva.

Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    
       

 L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura e dotarsi di doppio cordino riducibile di lunghezza massima pari a 2.00 m. e dispositivo anticaduta flessibile di tipo guidato UNI 353.2.

Procedure e Prescrizioni

  1. Dal punto di accesso localizzato in corrispondenza dell’abbaino, attraverso gli ancoraggi numerati con 1, 2 e 3, procedendo con successive manovre di aggancio/sgancio del doppio cordino, dovrà raggiungere la scala fissa a gradini.
  2. Da qui l’operatore, attraverso successive  manovre di aggancio/sgancio dal montante della scala, dovrà collegarsi con il dispositivo guidato al sistema di protezione principale, posto sul colmo della falda più alta (linea vita UNI 11578 tipo C ).
  3. In questo settore di copertura, in prossimità delle aree perimetrali, vista la presenza dell’impianto a pannelli solari e la ridotta distanza di questo dai bordi di possibile caduta, l’operatore, agganciato al sistema principale, dovrà assicurarsi agli ancoraggi di trattenuta dopo aver provveduto a una riduzione del doppio cordino supplementare ad una lunghezza max di 1,50 m.
  4. Rimanendo agganciato alla linea vita, potrà muoversi liberamente per tutta la superficie delle due falde ponendo attenzione ad applicare le prescrizioni per le aree a rischio specifico.
  5. Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante il dispositivo guidato, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max 2,00 m) ai punti di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.
  6. Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche avverse.
  7. Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni.