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SP 06 - Copertura a quote diverse e mezzi padiglioni

COPERTURA A QUOTE DIVERSE E MEZZI PADIGLIONI

 

Nuova

Non Praticabile

STATO DI FATTO

Descrizione:

Si tratta di un nuovo edificio composto da due unità edilizie con asse di simmetria ruotato. La copertura è accessibile dall’interno delle due unità indipendenti mediante  percorsi interni che consentono di raggiungere le  aperture inclinate in prossimità del colmo.
La copertura presenta un  dislivello di 50 cm fra le due coperture in corrispondenza delle due unità immobiliari sottostanti ed è costituita da un manto di tegole in laterizio con una inclinazione inferiore al 50 %.
Ai due angoli contrapposti dell’edificio sono presenti due corpi con copertura più bassa che riduce la distanza minima di caduta dalla copertura principale a 2.10 m.
Le altezze libere perimetrali di caduta della copertura principale sopra i terrazzi sono di 3 m analoga a quella delle coperture dei volumi bassi rispetto al terreno

Distanza minima di caduta:

Sud    Ovest    Nord     Est
2.10   2.10    2.10    2.10

N.B.
1. I lavori ad altezza  inferiore a 2.00 m. di altezza non sono considerati lavori in quota
2. Le distanze sono espresse in metri
3. La differenziazione dei ganci UNI 517 ha lo scopo di rendere evidente la direzione della possibile caduta

ANALISI

Caratteristiche strutturali e morfologiche della copertura

Consistenza strutturale

Pendenze

Aggravanti

COPERTURA PORTANTE

15% < P < 50%

Dislivelli non protetti tra falde

Dotazioni

   

Elementi Fissi

Manutenzioni

Camini
Sfiati
Antenne
Pannelli solari
Pannelli fotovoltaici
altro

Occasionale

Ispettiva

Contesto

   
Isolato

 

 

 

Esiti delle analisi:

Caratteristiche della copertura:

  • L’intera copertura presenta una capacità portante idonea al transito.
  • Il manto di copertura in laterizio di “tegole marsigliesi” è caratterizzato da buona resistenza allo scivolamento e sufficientemente stabile.
  • La morfologia delle falde presenta inclinazione media (compresa tra 15% e 50%).
  • La pendenza può determinare rischi di rotolamento dell’operatore, in caso di inciampo o, nel caso di basse temperature con formazione di ghiaccio, rischi di scivolamento.
  • Il fabbricato bifamiliare presenta su due angoli due corpi di fabbrica più bassi (solo piano terra) rispetto alla copertura principale.
  • Distanza minima di caduta: H. 2,10 m. sopra i corpi angolari più bassi.

Esigenze manutentive prevedibili:

  • Non sono previste dotazioni ed attrezzature impiantistiche in copertura.
  • Le esigenze manutentive prevedibili saranno del tipo “ispettivo” e “occasionale” , derivanti dalle esigenze di risanamento del manto, manutenzioni all’impianto televisivo e satellitare, pulizia canna fumaria e delle gronde.
  • Le tipologie di manutenzione ipotizzate (“occasionale” e “ispettiva”), sono indirizzate al monitoraggio del comportamento, nel tempo, delle componenti edilizie impiegate e alla verifica dello stato di costruzione dei condotti di scarico dei fumi da combustione.

Contesto:

  • La copertura in oggetto è del tipo isolato.
  • Il contesto non è condizione di rischio aggiuntivo per lavori svolti in copertura.
  • Le attività manutentive in copertura potrebbero causare rischi derivanti dalla caduta di oggetti dall’alto, verso i sottostanti resedi e pertanto saranno impedite le uscite nel caso di operazioni in copertura.

 

SOLUZIONE PROGETTUALE

  1. I punti di ancoraggio utilizzati come transito in copertura sono posti ad una distanza inferiore ai 2.00 metri l’uno dall’altro (1.50 m preferibile)

  2. I punti di ancoraggio utilizzati come ausiliari per trattenuta  in copertura sono posti ad una distanza tale da consentire la raggiungibilità di tutta la superficie della copertura-( gli archi di cerchio ne evidenziano la raggiungibilità) Vedi criteri progettuali, scheda COPERTURA RAGGIUNGIBILE (CR004)

  3. Criticità per i dispositivi di ancoraggio negli angoli
    La distanza di riferimento per il corretto posizionamento dell’ancoraggio è 2,6 m dall’angolo, misurato sulla falda; le altre misure sono conseguenti e dipendono dalla pendenza della falda. Il disegno è puramente indicativo. Vedi criteri progettuali, scheda CR004.

 

 

  LEGENDA
 

 
Area con prescrizioni  soggetta a rischio particolare


Area non Calpestabile


Copertura non oggetto di progettazione

   
 

 Bordi    

  Bordo Protetto (parapetto)
Bordo soggetto ad Arresto Caduta 
  Bordo soggetto a Trattenuta
Bordo raggiungibile dal basso 
  Distanza libera di caduta  (calcolata nel punto + basso)  
 

Dispositivi di Ancoraggio

   UNI 11578 UNI EN 795    
 
Linea flessibile orizzontale
tipo C

Linea flessibile orizzontale
tipo C
   
Linea verticale/inclinata rigida 
UNI 353.1
   
Linea rigida orizzontale
tipo  D 

Linea rigida orizzontale
tipo  D 
   
Linea verticale/inclinata flessibile 
UNI 353.2
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A 
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A
    
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo A (unidirezionale)
    
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
 
Dispositivi di ancoraggio
tipo A (palo)
   
Ganci di sicurezza da tetto   
UNI 517 -Tipo B (bidirezionale)
 

Punto di Accesso   

  INTERNO     ESTERNO
  Av con apertura verticale Ai con apertura orizzontale o inclinata   Ae esterno
 

Percorso di Accesso

 

Percorso di Transito

  Percorso verticale - scala opportunamente vincolata alla zona di sbarco     Scalini di Transito
         

 

MOTIVAZIONI - DOTAZIONI ANTICADUTA –PROCEDURE -DPI

Scelte progettuali di protezione e motivazioni:

Accesso.

Trattandosi di un immobile nuovo è stato possibile realizzare una progettazione attenta anche sotto l’aspetto della sicurezza nelle manutenzioni successive della copertura.

L’accesso alla copertura superiore avviene da due aperture inclinate, uno per ciascuna unità immobiliare, nelle cui vicinanze è collocato un ancoraggio che consente all’operatore prima di uscire di fissarsi con un cordino per poi raggiungere il sistema principale con una semplice manovra di aggancio-sgancio.

L’accesso alla copertura dei due corpi angolari più bassi avviene mediante una finestra di dimensioni 1.10 x 1.20. Facilmente raggiungibile prima di uscire è un ancoraggio UNI 11758 tipo A collocato sulla parete d’angolo.

Sistema di protezione.

Il sistema di protezione principale è costituito da ancoraggio UNI 11578 tipo A, palo rotante, vista l’impossibilità di installare linee vita orizzontali (UNI

11578 Tipo C ) per la modesta lunghezza del colmo; inoltre una serie di ancoraggi supplementari UNI EN 517 tipo A, impedirà la caduta lungo il bordo su tutti i lati, in quanto ci sono pericoli di effetto pendolo e tiranti d’aria insufficienti per permettere la caduta.

La scelta di un sistema di trattenuta con ancoraggi supplementari lungo le gronde e agli angoli, deriva dall’altezza ridotta di caduta, che non consente l’azionamento della protezione prima dell’impatto sulle parti sottostanti.

Si prevede l’uso di un DPI costituito da un sistema retrattile UNI EN 360 associato a un doppio cordino UNI EN 354, di lunghezza max 2,00 m, che consente di operare in condizioni di trattenuta lungo le porzioni angolari e lungo tutte le aree individuate a rischio particolare.

Aree particolari:

Sono quelle dove si ravvede un rischio aggravato dalla posizione del soggetto rispetto alle altezze di caduta. In tali aree è necessario che l’operatore, oltre al collegamento al sistema principale, ricorra anche agli ancoraggi supplementari mediante il cordino di 2 metri, in modo da evitare la caduta.

La manutenzione delle falde di copertura angolari, più basse, avviene in sicurezza mediante l’uscita dalla finestra di dimensioni 1.10 x1,40 m che permette poi di raggiungere il gancio centrale mentre i bordi sono facilmente raggiungibili dal basso.

Piano di evacuazione.
Il sistema di protezione prevede l’arresto caduta lungo alcuni tratti de ìl bordo.
Per tale motivo è stata verificata la possibilità di recupero dell’operatore sospeso da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro i termini raccomandati (30 minuti). L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà assicurarsi che l’intervento per il recupero possa essere tempestivamente attivato.

Nei casi in cui non possa essere garantito tale intervento, deve essere predisposta, nell'ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda le modalità di soccorso e trasporto a terra dell’utilizzatore rimasto sospeso al sistema di arresto caduta (piano di emergenze, per il contenuto del quale si rimanda al quesito " Piano di Emergenza e Misure di Recupero ").

 

 DOTAZIONI

 

DPC 

   
  Parapetto fisso     Reti di sicurezza
  Parapetto provvisorio    Ponteggio
       
 

 

Dotazioni di arresto caduta

   
 

 Linee

 

 

X  Linea orizzontale flessibile (UNI 11578 tipo C)    Linea verticale o inclinata rigida  (UNI EN 353-1)
   Linea orizzontale rigida     (UNI 11578  tipo D)    Linea verticale o inclinata flessibile (UNI EN 353-2)
   Linea orizzontale flessibile (UNI EN 795  tipo C)    
   Linea orizzontale rigida     (UNI EN 795  tipo D)    
 

Ancoraggi

   
X Dispositivo di ancoraggio (UNI 11578 tipo A)   Gancio da tetto, uni-direzionale (UNI EN 517 tipo A)
  Dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795 tipo A)   Gancio da tetto, bi-direzionale  (UNI EN 517 tipo B)
   

DPI

   
X Imbracatura (UNI EN 361)   Cordini Lunghezza max m. _________ (UNI EN 354)
X Assorbitori di Energia  (UNI EN 355 ) Doppio Cordino  L max. 2.00 m. (UNI EN 354)
  Dispositivo anticaduta Retrattile (UNI EN 360) X Connettori (moschettoni) (UNI EN 363)
X Dispositivo anticaduta di tipo guidato  (UNI EN 353-2)    
       

 

Procedure e Prescrizioni

  • Non è previsto l’uso del sistema anticaduta in condizioni meteorologiche che mettano in pericolo la sicurezza dei lavoratori.
  • L’operatore prima di accedere alla copertura dovrà indossare l’imbracatura UNI EN 361 e dotarsi di doppio cordino di lunghezza massima pari a 2 m UNI EN 354.
  • Durante le operazioni di manutenzione in copertura, considerata la possibilità di caduta dall’alto di oggetti è necessario delimitare e segnalare l’area sottostante durante tutta la durata delle lavorazioni

COPERTURA SUPERIORE

  • Dall’accesso interno Ai costituito dall’apertura inclinata posta in prossimità del colmo l’operatore provvederà ad agganciarsi all’ancoraggio sottotegola e con successiva manovra di aggancio/sgancio, mediante il gancio prossimo all’uscita, dovrà raggiungere il sistema principale, palo rotante UNI EN 795 classe 1, posto al colmo, dove avviene l’ancoraggio mediante dispositivo guidato UNI EN 353.2.
  • Nelle aree a rischio specifico, evidenziate dalla campitura grigia, l’operatore rimanendo assicurato al sistema di protezione principale mediante il dispositivo retrattile, dovrà provvedere all’ancoraggio supplementare del cordino (lunghezza max 2,00 m.) ai punti di trattenuta previsti in prossimità dei bordi della copertura, rimanendo comunque collegato anche al dispositivo anticaduta principale.

COPERTURA INFERIORE

  • L’uscita avverrà in sicurezza dalla finestra, previo ancoraggio con il cordino dell’operatore al gancio adiacente;
  • La manutenzione dei bordi sarà effettuata dal basso con una maggior sicurezza