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DPC 10 - RETI DI SICUREZZA

RETI DI SICUREZZA

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R, Art. 10
Dispositivo Non Permanente
 
 
 

Descrizione:

Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto, costituiti da reti e da intelaiature di sostegno.
Sono costituite da una connessione di maglie di nylon o materiali plastici sostenuta da una fune sul bordo ancorata con idonei elementi al fine di fermare la caduta di persone.

 

Classificazione secondo UNI EN 1263 :

Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1: 2003 in base a due parametri:
1. classe;
2. sistema.


Classificazione per classe
La classe definisce le dimensioni della maglia e la resistenza della rete.
Le reti vengono divise in quattro classi (A1, A2, B1, B2) che si distinguono per la massima dimensione delle maglie (lM) e per i valori caratteristici dell’energia (E) che può agire su di esse.
Classe A1 lM = 60 mm E = 2,3 kJ
Classe A2 lM = 100 mm E = 2,3 kJ
Classe B1 lM = 60 mm E = 4,4 kJ
Classe B2 lM = 100 mm E = 4,4 kJ


Classificazione per sistema
Il sistema indica la tipologia del supporto della rete e la diversa modalità d’impiego.
Le reti di sicurezza vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale (Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V).

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T)

Sistema S è la rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio. Essa viene messa in opera in posizione
orizzontale per proteggere da cadute una zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da proteggere.
Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 m

Sistema T è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla parete esterna del manufatto.

Sistemi per l’impiego verticale (U, V)

Sistema U è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio, fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura di sostegno tramite idonea fune o cinghia .
Sistema V è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia laterali che verticali che si verificano da due piani .

Caratteristiche:

Permettono nelle varie soluzioni possibili di utilizzo, di impedire cadute accidentali degli operatori e/o cadute di materiali sugli operatori.
Le condizioni delle reti devono essere verificate prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa-montatore.

La marcatura di una rete di sicurezza conforme alla UNI EN 1263-1, deve riportare le seguenti indicazioni:

  • denominazione,
  • norma di riferimento,
  • sistema,
  • classe,
  • tipologia e dimensioni (in mm) della maglia,
  • dimensioni (in m) della rete,
  • modalità di controllo della produzione (se è applicabile l’allegato B della UNI
  • EN 1263-1: 2003 “Ongoing production inspection”). Il livello di ispezione può essere L o M a seconda che il controllo della qualità di produzione sia eseguito dal costruttore in conformità alla EN ISO 9000 (livello L) o da un organismo notificato (livello M).

Impiego:

Per lavori sui solai, sui tetti, sui ponti, sui viadotti o di scavo, anche ad integrazione di parapetti e di altri DPC.

Specificità:

DISPOSITIVO DI PROTEZIONE COLLETTIVO che permette di eliminare e/o ridurre il rischio di infortunio per caduta dall’alto.

 

Criticità:  

  • Montaggio non corretto
  • Valutazione dell’abbassamento della rete per caduta di operatore o sulla possibilità di urti sulle strutture
  • Deve essere valutato in cantiere l’ancoraggio alla struttura portante

Alternative:  

Impalcati e/o parapetti.

Ispezioni:

Le condizioni degli elementi devono essere verificati durante l’uso a cura del responsabile dell’impresa-montatore seguendo le indicazioni del costruttore. 

Per i componenti metallici essa prevede:

  •  la verifica dello stato superficiale;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione;
  •  la verifica dello stato delle saldature;
  • la verifica dello stato di viti, perni e bulloni;
  •  il serraggio dei bulloni;
  • la verifica del periodo di servizio.

Per i componenti in tessuto essa prevede:

  • la verifica sulla presenza di tagli;
  • la verifica sulla presenza di abrasioni;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);
  • la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole;
  • la verifica dello stato tensionale;
  • la verifica della modifica del colore;
  •  la verifica del periodo di servizio.

Sistemi e procedure complementari:

  • Verifica delle condizioni di ancoraggio alle strutture
  • Congruità con le indicazioni d’impiego del costruttore

Norme di Riferimento: 

DPR 224/98 Responsabilità del produttore per danni provocati al consumatore da prodotti difettosi

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R

  • Art. 10

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