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DPC 03 - PARAPETTO PROVVISORIO

Parapetto Provvisorio


D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R , Art.10, c.2 – lett. a)
Dispositivo Non Permanente
 

Descrizione:

Protezione del bordo di copertura o di parti aperte della copertura dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.). Composto da montanti fissabili a parti sporgenti della copertura e traversi da inserire in appositi alloggiamenti. Esistono in commercio sistemi più complessi che possono essere applicati a falde inclinate e montati su elementi fissati in fase di realizzazione della copertura e in dotazione dell’immobile.

Caratteristiche:

Costituito da materiale rigido e resistente, in buono stato di conservazione. Deve:

  • avere consistenza rapportata alle sollecitazioni d’impiego e derivanti dalla pendenza della copertura;
  • avere altezza utile non inferiore a 100 cm;
  • essere costituito da almeno due correnti orizzontali, uno superiore ed uno intermedio (posto a metà altezza tra pavimento e corrente superiore);
  • resistere nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere sottoposto, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua funzione;
  • avere una fascia continua poggiante sul piano di calpestio di altezza non inferiore a 15 cm;
  • Sistemi di fissaggio per soletta sporgente (vedi grafica);
  • Sistemi di fissaggio per cordolo sporgente verticale (blocco a ganascia fissa o regolabile);
  • Sistemi di fissaggio a piastra verticale o inclinata (per blocco alla parete perimetrale o alla soletta della copertura);

Per coperture di forte pendenza (superiore a 50°) il parapetto deve essere pieno e di altezza superiore a 100 cm (altezza rapportata all’inclinazione della falda);

 

La norma UNI EN 13374 mette in relazione la pendenza e distanza di caduta per indicare le caratteristiche di resistenza dei parapetti temporanei utilizzabili per certi lavori in copertura laddove non sia possibile utilizzare dispositivi permanenti.

I parapetti in relazione alle pendenze e all’altezza di caduta vengono suddivisi in classi che identificano anche le caratteristiche di resistenza:


Classe A
Resiste solo a carichi statici (non si possono utilizzare quando la copertura supera i 10°);deve resistere ad una persona che si appoggia, oppure essere in grado di fermare una persona che sta camminando;


Classe  B
Resiste a forze dinamiche di debole intensità, può fermare la caduta di una persona lungo una copertura di pendenza massima 30°; è ammesso l’uso per pendenze tra 30° e 45°, qualora l’altezza della caduta sia contenuta in 2 m;


Classe  C
Resiste a forze dinamiche di elevata intensità, può fermare la caduta di una persona lungo una copertura di pendenza massima 45°; è ammesso l’uso per pendenze tra 45° e 60°, qualora l’altezza della caduta sia contenuta in 5 m.

Carichi statici:

  1. Il sistema di protezione bordi e ciascuno dei suoi componenti, eccetto i parapiedi, dovranno essere progettati in modo tale da resistere ad un carico.
  2. FH1 = 0,3 kN applicato perpendicolarmente all'asse del montante.
  3. I parapiedi devono essere progettati per resistere a un carico FH2 = 0,2 kN nella sua posizione più sfavorevole.


classe C:

Deve essere in grado di assorbire 2200 J di energia cinetica in qualsiasi punto lungo la protezione fino ad un'altezza di 200 mm sopra la superficie di lavoro.

classe B:

Dovrà essere in grado di assorbire l'energia cinetica di 1100 J in qualsiasi punto lungo la protezione fino a un'altezza di 200 mm sulla superficie di lavoro e 500 J in tutti i punti di altezza superiore.

 

Impiego:

DPC avente la funzione di impedire la caduta dall’alto del lavoratore e di materiali, utensili, attrezzature di lavoro.  Adatto alla protezione di aree di transito e lavoro, manutenzioni che utilizzano materiali,  utensili o attrezzature che per caratteristiche, modalità di impiego o alimentazione, sono a loro volta motivo di esposizione a rischio.

I dispositivi possono essere impiegati esclusivamente secondo le modalità di montaggio e utilizzo previsti dal costruttore e in tal senso certificati.

Specificità:

Dispositivo efficace contro il rischio di cadute dall'alto e di caduta dal'alto di materiali e utensili. Richiede, normalmente, scarsa manutenzione derivante dall’assenza di meccanismi e semplicità tecnologica. Soluzione non impattante sotto il profilo architettonico e ambientale.

Criticità:

Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di montaggio, sia durante lo smontaggio. Per questo motivo il sistema non è adatto ad attività di monitoraggio-ispezione e per interventi di manutenzione di breve durata, per i quali meglio si adatta la movimentazione con DPI anticaduta.

L’impiego di questa tipologia di protezione è vincolata alla capacità del bordo di copertura di sopportare i sistemi di fissaggio dei montanti così come forniti dal costruttore e certificati. Generalmente i prodotti disponibili sono poco compatibili per coperture a falda senza cordoli o bordi perimetrali.

Per tetti con bordo libero e falda inclinata i costruttori prevedono parapetti montati su alloggiamenti specifici in dotazione dell’opera (sistemi di aggancio fissi ai quali i montanti si inseriscono). Naturalmente tutte le varie componenti del sistema (elemento di ancoraggio, montanti) devono essere coordinate per assicurare le condizioni di garanzia certificate dal costruttore.

Alternative:

  1. Ponteggio sul perimetro;
  2. Parapetti fissi;
  3. Reti di sicurezza

Ispezioni:

Alloggiamenti di fissaggio dei montanti, montanti, correnti, fascia parapiede. In particolare dovrà essere verificata periodicamente (in funzione delle tecnologie e dei materiali) la pulizia degli alloggiamenti e delle componenti fisse di bloccaggio dei montanti. In caso di mantenimento della componente provvisoria del parapetto in area coperta risulta di minore importanza la verifica delle condizioni della stessa.

Sistemi e procedure complementari:

  • Verifica delle compatibilità del bordo copertura con le caratteristiche del sistema di blocco del montante, congruità con le indicazioni d’impiego del costruttore.
  • Verifica della compatibilità tra condizioni d’impiego e la classe d’impiego indicata dal costruttore (compatibilità con pendenza, lunghezza della falda, attività svolta, ecc).
  • Verifica della compatibilità dei componenti (sigla produttore e del prodotto), delle modalità di montaggio/smontaggio, d’impiego e di manutenzione, con le indicazioni del costruttore.
  • Verifica della certificazione del prodotto “conforme EN 13374” (in alternativa il produttore o installatore deve produrre certificazione da parte di laboratorio autorizzato che garantisca risultati non inferiori).
  • Dispositivi per il posizionamento e la trattenuta sul lavoro.
  • Sistemi di arresto della caduta.

Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) e fortemente inclinate (pendenza superiore a 50°) l’operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo.

Norme di Riferimento: 

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81

  • Art. 126, parapetti.
  • Allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro)

             Art. 1.7.2.1, parapetto normale.
             Art. 1.7.2.2, parapetto normale con arresto al piede.
             Art. 1.7.2.3, parapetto equivalente

Legge Regione Toscana 3 gennaio 2005, n. 1

  • art. 82 comma 14


D.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R , 

  • Art.10, c.2 – lett. a)

UNI EN 13374  Sistemi di protezione temporanea dei bordi – Specifiche di prodotto e metodi di prova.

ISPESL Linea guida per la scelta, l’uso e la manutenzione dei sistemi collettivi di protezione dei bordi. Novembre 2006