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DPC 01 - PARAPETTO FISSO

PARAPETTO FISSO

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R , Art.10 , c.2 – lett. a)
Dispositivo Fisso

 

 

 

Descrizione:

Protezione permanente del bordo di copertura o di parti aperte della copertura dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a m. 2,00 rispetto ad un piano stabile (vani scala, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc) 

Caratteristiche:

Costituito da materiale rigido e resistente, in buono stato di conservazione.
Deve:

  • avere consistenza rapportata alle sollecitazioni d’impiego e derivanti dalla pendenza della copertura;
  • avere altezza utile non inferiore a 100 cm;
  • essere costituito da almeno due correnti orizzontali, uno superiore ed uno intermedio (posto a metà altezza tra pavimento e corrente superiore);
  • resistere nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere sottoposto, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua funzione;
  • avere fascia continua poggiante sul piano di calpestio di altezza non inferiore a 15 cm;
  • Le caratteristiche minime prestazionali dei parapetti  sono riportati nelle Norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14/01/2008)

 D.M. 14/01/2008 (estratto)
3.1.4.1 Carichi variabili orizzontali

I carichi variabili orizzontali (lineari) indicati nella Tab. 3.1.II, devono essere utilizzati per verifiche locali e non si sommano ai carichi utilizzati nelle verifiche dell’edificio nel suo insieme.
I carichi orizzontali lineari Hk devono essere applicati a pareti alla quota di 1,20 m dal rispettivo piano di calpestio ed a parapetti o mancorrenti alla quota del bordo superiore.
In proposito deve essere precisato che tali verifiche locali riguardano, in relazione alle condizioni d’uso, gli elementi verticali bidimensionali quali tramezzi, pareti, tamponamenti esterni, comunque realizzati, con esclusione di divisori mobili (che comunque devono garantire sufficiente stabilità in esercizio).
Il soddisfacimento della prescrizione può essere documentato anche per via sperimentale, e comunque mettendo in conto i vincoli che il manufatto possiede e tutte le risorse che il tipo costruttivo consente.

Tabella 3.1.II - Valori dei carichi d'esercizio per le diverse categorie di edifici (fonte D.M. 14/01/2008)

Cat.Ambienti.qk
[kN/m2]
Qk
[kN]
Hk
[kN/m]
A

Ambienti ad uso residenziale
Sono compresi in questa categoria i locali di abitazione e relativi servizi, gli alberghi.(ad esclusione delle aree suscettibili di affollamento)

2,00 2,00 1,00
B

Uffici
Cat. B1 Uffici non aperti al pubblico.
Cat. B2 Uffici aperti al pubblico


2,00
3,00

2,00
2,00

1,00
1,00
C

Ambienti suscettibili di affollamento
Cat. C1 Ospedali, ristoranti,caffè,scuole.
Cat. C2 Balconi,Ballatoi e scale comuni, sale convegni,cinema,teatri,chiese,tribune con posti fissi
Cat.C3 Ambienti privi di ostavoli per il libero movimento delle persone, quali musei,sale per esposizione,stazioni ferroviarie,sale da ballo,palestre, tribune libere,edifici per eventi pubblici, sale da concerto, palazzetti per lo sport e relative tribune.

3,00
4,00

5,00

2,00
4,00

5,00

1,00
2,00

3,00

D

Ambienti ad uso commerciale
Cat. D1 Negozi.
Cat. D2 Centri commerciali, mercati, grandi magazzini, librerie, etc...

4,00
5,00

4,00
5,00

2,00
2,00
E

Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso industriale.
Cat. E1 Biblioteche, archivi, Magazzini, depositi, laboratori manifatturieri
Cat. E2 Ambienti ad uso industriale, da valutarsi caso per caso

≥6,00

6,00 1,00*
F-G

Rimesse e parcheggi
Cat. F Rimesse e parcheggi per il transito di automezzi di peso a pieno caricofino a 30kN
Cat. G Rimesse e parcheggi per transito di automezzi di peso a pieno carico superiore a 30kN: da valutarsi caso per caso

2,50

 

2x10,00

 

1,00**

 

H

 Coperture e sottotetti
Cat. H1 coperture e sottotetti accessibili per la sola manutenzione
Cat. H2 coperture praticabili
Cat. H3 Coperture speciali(impianti eliporti,altri) da valutarsi caso per caso

 0,50

***

 1,20

***

1,00

***

* noncomprende le azioni orizzontali eventualmente esercitatedai materiali immagazzinati
** per i soli parapetti o partizioni nelle zone pedonali.Le azioni sulle barriere esercitate dagli
automezzi dovranno essere valutate casdo per caso.
*** secondo categoria di appartenenza

secondo la tabella del D.M.14 gennaio 2008 i parapetti dei balconi, altezza minima 100 cm., con i corrimani delle scale DEVONO essere certificati per una spinta applicate alla sommità dello stesso di:

1,00 Kn metro lineare per categorie H1 (coperture e sottotetti accessibili per la sola manutenzione)

2,00 KN metro lineare per categorie C2 (luoghi con affluenza limitata)

3,00 KN metro lineare per categorie C3 (luoghi pubblici)

Gli stessi devono avere un parapetto che resiste alla prova di sfondamento del corpo molle a resilienza, inoltre se composti da elementi fini (cavi o tondi), questi, una volta deformati, non devono far passare una sfera di 10 cm di diametro.

Per coperture con forte pendenza (superiore a 50°) il parapetto deve essere pieno e di altezza superiore a 100 cm (altezza rapportata all'inclinazione della falda. )

 

Impiego:

DPC avente la funzione di impedire la caduta dall'alto del lavoratore, di materiali, utensili, attrezzature di lavoro. Adatto alla protezione di aree di copertura di transito e lavoro, manutenzioni frequenti e/o che utilizzano materiali, utensili o attrezzature che per caratteristiche, modalità di impiego o alimentazione, sono a loro volta motivo di esposizione a rischio.

Specificità:

Dispositivo che garantisce la massima efficacia contro il rischio di cadute dall'alto e di caduta dall'alto di materiali e utensili. Richiede, normalmente, scarsa manutenzione derivante dall’assenza di meccanismi e semplicità tecnologica. Può divenire elemento di ancoraggio (da verificare la portata in relazione del carico applicato) di DPI.

Criticità:

Soluzione altamente impattante sotto il profilo architettonico. Deve essere verificata la realizzabilità in relazione agli strumenti urbanistici e di regolamentazione artistico/ambientale vigenti.

Alternative:

  1. Ponteggio sul perimetro;
  2. Parapetti provvisori;
  3. Reti di sicurezza;
  4. Sistemi combinati di reti di sicurezza e parapetti provvisori.

Ispezioni:

Punti di fissaggio dei montanti, montanti, correnti, fascia parapiede. In particolare dovrà essere verificata periodicamente (in funzione delle tecnologie e dei materiali) la stabilità dei fissaggi e lo stato delle componenti.

Sistemi e procedure complementari:

Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) e fortemente inclinate (pendenza superiore a 50°) l’operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo.

Norme di Riferimento:

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81

  • Art. 126, parapetti.
  • Allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro)

             Art. 1.7.2.1, parapetto normale.
             Art. 1.7.2.2, parapetto normale con arresto al piede.
             Art. 1.7.2.3, parapetto equivalente.

D.M. 14 Gennaio 2008 - Norme tecniche per le costruzioni 

LEGGE REGIONALE TOSCANA 10 novembre 2014, n. 65

  • art. 141 comma 13

D.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R

  •  Art.10, c.2 – lett. a)

UNI 10805 - Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati - Determinazione della resistenza meccanica a carico statico di colonne e colonne-piantone
La norma definisce un metodo di prova per determinare la resistenza meccanica ai carichi statici concentrati di colonne e colonne-piantone facenti parte di ringhiere, balaustre o parapetti di qualunque materiale.  La norma si applica a ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati e non realizzati in opera e/o installati con l'ausilio di opere murarie.

UNI 10806 - Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati - Determinazione della resistenza meccanica ai carichi statici distribuiti
La norma si applica a ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati e non realizzati in opera e/o installati con l'ausilio di opere murarie.
Tale norma definisce il metodo di prova per la resistenza meccanica ai carichi statici distribuiti di ringhiere, parapetti e balaustre prefabbricati aventi funzione di protezione dalle cadute

UNI 10807 - Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati - Determinazione della resistenza meccanica ai carichi dinamici
La norma definisce un metodo di prova per determinare la resistenza meccanica ai carichi dinamici di ringhiere, balaustre o parapetti di qualunque materiale.
Tale Norma definisce il metodo di prova per la determinazione della resistenza meccanica ai carichi dinamici di ringhiere, parapetti o balaustre prefabbricate, aventi funzione di protezione dalle cadute, utilizzando la prova del pendolo con dispositivo di massa pari a kg 50 ed altezza di caduta variabile in base alla destinazione d'uso.
La norma si applica a ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati e non realizzati in opera e/o installati con l'ausilio di opere murarie.

UNI 10808 - Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati - Determinazione della resistenza meccanica ai carichi statici concentrati sui pannelli
La norma definisce un metodo di prova per determinare la resistenza meccanica ai carichi statici concentrati sui pannelli di ringhiere, balaustre o parapetti di qualunque materiale.
La norma si applica a ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati e non realizzati in opera e/o installati con l'ausilio di opere murarie.

UNI 10809 - Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati - Dimensioni, prestazioni meccaniche e sequenza delle prove
La norma stabilisce le caratteristiche dimensionali e le prestazioni meccaniche di ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati, in funzione della loro destinazione d'uso e dell'ambiente di installazione.
Essa stabilisce inoltre la sequenza funzionale delle prove di caratterizzazione prestazionale.
Di particolare interesse questa norma definisce alcuni dei requisiti fondamentali previsti per i parapetti fra i quali è importante citare:
3.2 Scalabilità
I vari elementi di ringhiere, balaustre o parapetti devono essere disposti in maniera tale da sfavorire l’arrampicata.
In particolare, nel caso di ringhiere, balaustro o parapetti realizzati a fasce orizzontali dovranno essere considerati i seguenti requisiti dimensionali:

  • la fascia inferiore della ringhiera, parapetto o balaustra deve essere cieca e con la faccia interna avente profilo rettilineo e perpendicolare al piano di terra;
  • Il bordo superiore della fascia inferiore deve essere ad al meno 500 mm dalla punta del gradino per le ringhiere, e dal piano di calpestio per balaustre o parapetti
  • per un’altezza minima pari a 700 mm dalla punta del gradino per le ringhiere e dal piano di calpestio per balaustre o parapetti, le ulteriori fasce devono presentare luce libera tra loro non maggiore di 20 mm

è importante sottolineare come la norma escluda la possibilità di realizzare parapetti con elementi orizzontali se non con luci fra gli elementi inferiori a 20 mm nei primi 70 cm dal piano di calpestio, o in alternativa con protezione cieca (vetro o lamiera) per la stessa altezza tale da impedire l'arrampicata, nessuna osservazione è rilevabile in merito all'utilizzo di corrimani disassati rispetto alla proiezione del parapetto di fatto non è possibile considerare tale soluzione sufficiente ad impedire la scalabilità.

3.3 Inattraversabilità
Ringhiere, balaustre o parapetti devono essere in attraversabili in qualsiasi punto da una sfera di 100 mm di diametro

4 PRESTAZIONI MECCANICHE
...
4.2 Resistenza meccanica ai carichi statici distribuiti
Le ringhiere e le balaustre (parapetti) prefabbricati, aventi funzione di protezione dalle cadute, devono essere sottoposte alla prova definita nella uni 10806, al termine della prova non si devono riscontrare rotture o degradi che possono comprometterei requisiti di sicurezza dell’utente previsti per il prodotto in fase di progetto.
Comunque la freccia delle deformazioni sotto carico non deve essere maggiore del 2% di L dove L è la lunghezza complessiva del campione, e comunque non deve essere maggiore di 60mm
Sono ammesse deformazioni residue massime pari allo 0,2% di L, comunque non maggiori di 6 mm
4.3 Resistenza meccanica ai carichi dinamici
Le ringhiere e le balaustre(parapetti) prefabbricati, aventi funzione di protezione dalle cadute devono essere sottoposte alla prova definita nella UNI 10807.al termine della prova non si devono riscontrare rotture o degradi che possano compromettere i requisiti di sicurezza dell’utente previsti per il prodotto in fase di progetto.